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Crociere, a San Pietroburgo senza visto su una nave che celebra l’Italia

La Princess Anastasia di Moby offre a bordo il meglio del Bel Paese. E azzera la burocrazia per entrare in Russia

Princess-Anastasia-apertura

Marco Morello

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da San Pietroburgo

Andrej, abituato a venti ben più gelidi di questo, indossa giusto una felpa verde con cappuccio che gli avvolge la testa. Cinquant’anni, nato e cresciuto a San Pietroburgo, la sua città da questa prospettiva non l’aveva mai vista: «Non sono mai stato tanto felice di alzarmi presto» dice in un inglese stentato. Prima di scandire, a voce più alta: «È uno spettacolo». Sullo sfondo il sole si alza placido sull’acqua, mentre lo scafo fende deciso sparuti blocchi di ghiaccio. Lentamente, la sagoma della città russa si avvicina all’orizzonte, esibendo un ponte maestoso, poi il Lakhta Center (il nuovo imponente grattacielo più alto d’Europa), fino agli edifici austeri del porto che fanno subito Unione Sovietica. Un’esperienza da brividi, in senso fisico e figurato, che già vale il viaggio.

Shopping, buon cibo e divertimento

Andrej non è da solo nella zona all’aperto della Princess Anastasia, colosso galleggiante da 2.500 posti più un generoso garage che trasporta le automobili nella perenne spola tra Stoccolma, Tallinn, Helsinki e San Pietroburgo, toccando a volte anche Riga. Molti altri passeggeri hanno puntato la sveglia prestissimo e si godono la ricompensa dal panorama: «Il letto in cabina era comodo, ma ho dormito pochissimo» confida Sofia, spagnola, tra un selfie e una posa di gruppo con i compagni d’università. In effetti, la sera prima l’atmosfera nei ponti di sotto era parecchio animata: tappa da Napoli mia, per provare l’ebbrezza sul palato di una pizza napoletana sfornata al largo del Baltico. O a tavola da Princess Garden, per un buffet esagerato con pesce, carne, gelato, dolci e pasta a volontà. Vincono le lasagne, sorprendenti. E la mozzarella, freschissima. Poi lo spettacolo di musica dal vivo, tra balli e canzoni, inclusa un’esecuzione poderosa di ‘O sole mio. Infine shopping fuori orario di abiti, accessori, vini e leccornie tricolore nel grande supermarket con i prezzi a dieta del duty free. Nessun problema a esagerare, in tanti hanno portato una valigia extra o c’è il portabagagli della macchina da riempire.

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Particolare del ricco buffet di bordo – Credits: Moby

Tariffe low, servizi di alto livello

A questo punto il senso della formula diventa evidente: prendere i pilastri del made in Italy e trasferirli a bordo di una nave che fa una rotta molto gettonata dai turisti di tutto il mondo. Applicare tariffe low cost, da traghetto, garantendo servizi premium da crociera: il cinema, il salone di bellezza, la spa, il casinò, l’area bambini, la discoteca e lo Sky bar per un cocktail con vertiginosa vista sui flutti. Annoiarsi? Impossibile. L’idea è venuta al gruppo Onorato Armatori (sue le compagnie Moby, Tirrenia-CIN e Torremar), che per spingersi fino al Baltico ha creato la società Moby Spl con partner russi all’incirca due anni fa: «La nostra scommessa sta funzionando. Le prenotazioni sono aumentate in doppia cifra rispetto alla stagione precedente» fa i conti Alessandro Onorato, presidente di Moby Spl e vicepresidente del gruppo. «Un incentivo» aggiunge «è un accordo con il governo locale per l’esenzione dal visto. Per una famiglia, parliamo di un risparmio stimabile intorno ai 600 euro». E di tempo tra consolati, moduli e burocrazia: dalla Princess Anastasia si può scendere per 72 ore esibendo solo il passaporto. È tutto compreso nel prezzo del biglietto. E infatti, passeggeri di 168 nazionalità l’hanno già scelta.

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Alessandro Onorato, presidente di Moby Spl e vicepresidente del gruppo Onorato – Credits: Moby

Verso il raddoppio

La nave sarà presto affiancata da una seconda imbarcazione per potenziare il servizio: «Puntiamo» commenta Onorato «a diventare una compagnia di riferimento in quest’area. Intendiamo consolidare quello che abbiamo fatto». Portando nel Baltico sempre più italiani per un itinerario che tocca alcune delle mete iconiche del Nord Europa e approda nella splendida San Pietroburgo. O dà modo, scegliendo un pacchetto ad hoc, di sfruttare i tre giorni a terra senza visto per raggiungere Mosca. Per il picco dell’alta stagione, che di norma si registra ad agosto, la previsione è un raddoppio delle presenze dal Bel Paese rispetto all’anno scorso. D’altronde tra personale italiano (a cominciare dal capitano) che dà informazioni su servizi, attività, escursioni e formalità di sbarco, più la cucina tipica, l’intrattenimento e lo shopping che sventolano bandiera tricolore, essere assaliti dalla nostalgia è impossibile. Su una nave così è inevitabile sentirsi a casa.

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