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Contro la crisi del prosecco arrivano i vini inglesi

Il cambiamento climatico in corso favorisce la produzione di ottime bottiglie in Inghilterra, mentre calano le bollicine italiane

VINO

Barbara Massaro

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Le piogge hanno dimezzato la produzione vinicola italiana? Niente paura, a riempire i calici ci pensano i vini inglesi. A causa dell'innalzamento delle temperature, infatti, adesso anche l'Inghilterra inizia a diventare competitiva in fatto di vino e potrebbe andare a sopperire al calo di bottiglie che avviene, causa clima, in altre zone dell'Europa come ad esempio in Italia.

Il prosecco, ad esempio, quest'anno vale oro. La vendemmia è stata inferiore del 50% a causa delle troppe precipitazioni e chi cerca bollicine deve guardare altrove (o mettersi in coda). Certo, il prosecco è sempre il prosecco e non basta un vino frizzantino qualunque per sostituirlo, ma quel che sta avvenendo nella patria del the e della birra è degno di nota.

In alcune zone dell'isola, infatti, ora si produce vino di prestigio che inizia ad essere apprezzato dagli addetti ai lavori e che fa strofinare le mani agli imprenditori che intravedono possibilità di business molto interessanti. "Siamo felicissimi", ha affermato all’Independent il produttore Peter Gladwin. "Il vino inglese sta crescendo in qualità e reputazione anno dopo anno ed è fantastico aggiungere ottimi vini fermi a quelli frizzanti che già avevamo".

Il problema è che gli inglesi sono grandi amanti proprio di quel prosecco tutto italiano che viene importato in quantità dai sudditi di Sua Maestà. La crisi produttiva nel nostro Paese unita alla crescente indipendenza enologica inglese potrebbe essere negativa per le bollicine nostrane; ma visto che gli inglesi, in diversi pub, spillano il sedicente prosecco dalla botte come fosse una pinta di birra (e su questa pratica in Commissione europea è stata fatta un'interrogazione parlamentare), forse è meglio così. 

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