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Com'è nata la fake news della verginità all'asta

Mea culpa della diciottenne Nicole Severini che si è messa in vendita per gioco e ora si trova in un mare di guai

Nicole Severgnini

Barbara Massaro

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La fake news perfetta. E' quella che ha costruito la modella diciottenne Nicole Severini protagonista di una storia dai tratti grotteschi che, iniziata come un gioco, si è trasformata in un incubo.

La verginità all'asta

Qualche giorno fa il tabloid inglese The Sun aveva intervistato Nicole raccontando la sua storia. La giovane, si leggeva sul magazine, si era rivolta ad alcune agenzie specializzate per mettere all'asta la propria verginità e concedere le sue grazie al migliore offerente. Aveva inviato il certificato medico che attestasse l'effettiva verginità e firmato un paio di contratti con le agenzie del settore che le erano sembrate più credibili.

Tra le motivazioni c'erano quella di pagarsi gli studi di economia a Cambridge, comprare la casa alla sorella e aiutare i genitori sommersi dai problemi economici.

La storia aveva fatto il giro del mondo e alla Elite Models Vip con cui Nicole aveva firmato il contratto, erano arrivate decine di richieste da parte di facoltosi signori. Addirittura erano giunte proposte da un milione di euro e da un milione e seicento mila euro.

L'agenzia aveva, quindi, contattato la ragazza per chiedere dove effettuare il bonifico e come mettersi d'accordo per la "riscossione" del premio.

Era una bufala

E' stato a questo punto che il castello montato per gioco da Nicole è crollato. La ragazzina, infatti, come racconta oggi a Corriere della Sera, non ha mai avuto realmente intenzione di mettersi in vendita. Non è una modella, ma una studentessa delle superiori; non ha sorelle; non si chiama Nicole; non vuole andare a studiare all'estero e i genitori sono due normali impiegati senza grandi difficoltà.

Si trattava solo di uno stupido gioco che l'ha travolta. Era rimasta incuriosita dall'aver letto storie di giovani che avevano guadagnato un sacco di soldi vendendo il proprio corpo illibato e voleva verificare se per caso qualcuno fosse interessato anche a lei. Per questo si è rivolta alle agenzie firmando con adolescenziale innocenza contratti e clausole che ora si stanno trasformando in un incubo. 

"Ho capito quanto fossi dentro questa storia - ha dichiarato al quotidiano di Via Solferino - quando è arrivata l’offerta da un milione di euro e l’agenzia mi ha chiesto di consultare un economista per scegliere come essere pagata. Allora mi sono spaventata. Più passa il tempo e più sembra tutto vero e non so come uscirne".

Le reazioni di scuola e famiglia

Le agenzie ora esigono di riscuotere le penali e la storia è diventata talmente virale da arrivare al paese di Nicole, alla sua scuola e alla Preside che ha convocato i genitori cui la ragazza ha dovuto rendere conto della bravata. "Ne ho parlato prima con mamma, mi veniva più facile - ha spiegato a Corriere - Non ci poteva credere, non si era accorta di nulla, nemmeno della puntata di Porta a porta. Era molto seria. Insieme lo abbiamo detto a mio padre, che non l’ha presa bene... Si sono vergognati molto".

Nicole ha toccato con mano i rischi reali che si corrono costruendo a tavolino notizie irreali moltiplicate dal web, dalla televisione e dalle Reti Sociali. Ora la ragazza è spaventata e sola e per uscire da questo guaio dovrà pagare fior d'avvocati.  "Non ho mai pensato di farlo sul serio, credevo di potermi fermare in qualunque momento, senza problemi - ha concluso - Ma adesso è diventato un incubo. L’agenzia continua a chiamarmi, mi chiede dove voglio che venga accreditato il bonifico, dicono che è arrivata un’offerta da un milione e sei".

L'epilogo della vicenda è tutt'altro che scritto e bisogna anche aggiungere che il diritto all'oblio che la ragazza, ormai maggiorenne, vorrebbe poter ottenere è tutt'altro che scontato e che la gogna mediatica messa in atto da hater e insultatori professionisti è già partita.

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