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Cibo, glamour e solidarietà a Como

Serata di gala al Teatro Sociale a favore della Fondazione Veronesi per scoprire che "siamo ciò che mangiamo"

Dal finger food di tofu, un prodotto che deriva dalla soia e che ha la capacità di abbassare il colesterolo, alla mousse di broccoli, che grazie all’altissima concentrazione di molecole di sulforafano sono un’arma potentissima per inibire l’azione degli agenti cancerogeni. E poi riso venere, integrale e antiossidante, condito con salsa di peperoni e un pizzico di curcuma, che rallentano l’invecchiamento causato dai radicali liberi, fino alle polpette di seitan, un derivato del glutine del frumento, ottima alternativa alle proteine di origine animale. 

Era questo il menù, rigorosamente vegano ma con tanto di dolce ai frutti di bosco e un’accurata di selezione di vini, nato dal confronto tra il Maestro Gualtiero Marchesi e Marco Bianchi, divulgatore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, presentato ai cinquecentotrenta partecipanti alla Charity Dinner, organizzata per raccogliere fondi, nell’elegante kermesse del Teatro Sociale di Como.

Il cibo, fonte di gioia ma anche prezioso alleato per prevenire e combattere la malattia del secolo, è stato così il protagonista della serata, al centro dei piatti ma anche di dibattiti e di uno showcooking pensato per raccontare benefici e valori nutrizionali degli ingredienti utilizzati per cucinare i piatti della serata, e qualche trucco su come trasformarli in prelibatezze senza alterarli.

«Siamo ciò che mangiamo. Sembra ormai un luogo comune ma c’è un fondo di verità. E la nutrigenomica, la scienza che studia come i cibi influenzino la salute, ha un ruolo importante. Ma la scienza ha bisogno di solidarietà e partecipazione, non solo economica, ha fame di idee e di nuovi pensieri. Uno strumento di progresso e di pace che va alimentato». È l’intervento di Umberto Veronesi che ha commosso il cuore dei comaschi che, con la partecipazione e le donazioni, hanno oltrepassato ancor prima dell’inizio della serata le cifre preventivate


 

«Ho scoperto sulla mia pelle che anche una persona digiuna di scienza come me può fare qualcosa, può essere utile alla ricerca e alla Fondazione», racconta Francesca Ruffini, Presidente della Delegazione della Fondazione Umberto Veronesi, nella serata del suo debutto accompagnata dal marito Remo Ruffini, patron di Moncler. «Sono orgogliosa del fatto che questo entusiasmo ha portato alla raccolta di fondi che potrà finanziare non solo borse di ricerca ma anche un progetto a cui io tengo molto, dedicato all’oncologia pediatrica, il Gold for Kids».

Tra gli ospiti anche Martina Colombari, l’ex calciatore Gianluca Zambrotta, ormai cittadino comasco e Michele Cucchi e Simone Origone i due alpinisti che lo scorso luglio hanno toccato la vetta del K2, che hanno raccontato come, tra le difficoltà del nutristi a ottomila metri, il Parmigiano Reggiano, eccellente fonte energetica, sia stato d’aiuto e di conforto. 

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