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California, caccia a ladri di noccioline

Nessuno scherzo: maxi indagine su oltre 30 furti del valore di 10 milioni di dollari

noccioline

Eleonora Lorusso

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Gli americani ne vanno matti: tostate, al naturale o sotto forma del classico burro d'arachidi, le tipiche noccioline non possono mancare in nessuna casa. Eppure da qualche tempo sono al centro di un vero e proprio giallo, che sta assumendo i contorni del racket internazionale. In California milioni di dollari in mandorle, noci, pistacchi e arachidi stanno letteralmente scomparendo: "Gli agricoltori sono perplessi, la polizia è confusa e i truffatori si sta arricchendo" scrive il sito di Outside, nel raccontare di maxi furti su commissione che si stanno verificando da quattro anni, per un valore che supera i 10 milioni di dollari. Una faccenda che oltrepassa i confini degli Usa e, attraversando l'Oceano, arriva fino ai trafficanti armeni.

La storia

Tutto è cominciato nel 2013, quando un camionista (vero), con documenti falsi, ha ritirato un enorme carico di noci, noccioline, mandorle e pistacchi presso uno dei maggiori stabilimenti di produzione che si trovano in California, salvo portare la merce in un luogo differente rispetto a quello previsto, in Canada. Il prezioso carico è così svanito nel nulla. La frutta secca rubata è stata poi rivenduta sul mercato nazionale americano (e non solo), spesso legale, con un guadagno enorme per gli ideatori della truffa.

Perché rubano noccioline?

Per smascherare i "ladri", autori di ben 35 furti negli ultimi quattro anni, è stata chiamata in causa persino l'Fbi, anche perché il valore della merce sottratta è ingente: le noccioline, infatti, sono perfette da rubate, perché impossibili da rintracciare e poi da riconoscere, una volta reimmesse nel mercato. Il guadagno, poi, è assicurato, perché la California rappresenta la regione che produce la maggior quantità di mandorle al mondo e la seconda per pistacchi e noci. Come spiegato dall'American Pistachio Growers, l'associazione americana di coltivatori di pistacchi, il settore nel 2014 ha reso più di 1,6 miliardi di dollari di vendite. Di recente ha anche ottenuto la sponsorizzazione da parte del campione di ciclismo Mark Cavendish, dallo snowbarder Jeremy Jones e dalla Nazionale di water-polo americana.

La produzione ha un'estensione tale che molti ecologisti si sono lamentati per la vastità delle coltivazioni, che sarebbero causa della siccità che affligge la California, per via dell'enorme quantità di acqua necessaria alla produzione di mandorle, noccioline e pistacchi.

Le indagini dell'Fbi e l'Armenia

Dato il valore del settore, alle indagini affidate inizialmente ad un apposito nucleo investigativo da uno sceriffo locale (la Nut Theft Task Force), si sono aggiunti gli agenti dell'Fbi, che sono riusciti a scoprire parte dei movimenti e dell'organizzazione dietro ai maxi furti solo quando sono stati segnalati casi di vendita sottocosto di noccioline & C. Interrogatori e perquisizioni hanno permesso, dunque, di risalire alla Lopez Canyon Development Group, una società dall'attività non del tutto trasparente, che però non è stata in grado di spiegare la provenienza della merce che distribuiva. Ulteriori indagini, anche su inconsapevoli camionisti, hanno permesso di risalire a tre uomini dal cognome armeno, che a loro volta rispondevano alla Armenian Power, una vera e propria organizzazione criminale, già nota agli inquirenti per casi di estorsioni, violenze, rapimenti e porto d'armi illegale.

L'ombra russa

La Armenian Power, sorta a Glendale e North Hollywood nei primi anni '80 e sviluppatasi negli anni '90, sembra avere un'organizzazione interna simile a quella dei cartelli della droga messicani. Avrebbe ramificazioni in moltissimi settori, compreso quello medico sanitario (fu coinvolta in una indagine di frode sanitaria sulle assicurazioni mediche); alcuni suoi collaboratori lavorano poi al Consolato armeno di Los Angeles, al Californian Department of Motor Vehicles e persino alla Corte Federale di Los Angeles.

E' sospettata, poi, di avere forti legami con Mosca e analoghe organizzazioni russe. Il vero problema è che agli agenti mancano le prove schiacccianti che sia proprio l'Armenian Power il "mandante" dei furti su commissione, dunque al momento non sono scattati ancora provvedimenti di arresto. E i furti pare continuino.

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