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"Basta compiti", l'appello dei pedagogisti e il tam tam del web

Sono sempre di più i professionisti che sostengono: le vacanze devono essere vacanze

compiti vacanze

Barbara Massaro

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Se vacanze devono essere, che vacanze siano. E' sempre più numeroso l'esercito di coloro che dicono basta ai compiti delle vacanze. E non si tratta di ragazzini svogliati e studenti pigri, ma di insegnanti, pedagogisti, educatori e genitori.

Sul web il movimento "Basta compiti" ha già raccolto migliaia di adesioni e la Pagina Facebook dedicata conta bel 4.500 iscritti.

Alla base della crociata contro i compiti delle vacanze c'è l'idea che i compiti siano inutili, che d'estate i bambini e i ragazzini più giovani debbano fare esperienze che vanno al di là dei libri, che debbano vivere all'aria aperta, giocare e divertirsi imparando quello che i libri non insegnano.

In questa maniera la crescita risulterebbe più equilibrata e il ritorno sui libri meno faticoso. I compiti delle vacanze sarebbero, secondo i sostenitori del movimento, solo un esercizio mnemonico che lascia il tempo che trova e che, soprattutto, sottrae tempo al riposo e al divertimento, anima stessa del concetto di vacanza e di fanciullezza

Chi ha ragione? Coloro che sostengono che non dare compiti ai bambini sia dannoso perchè non li educa alla disciplina e alle regole e rende difficile il ritorno a scuola a settembre o chi sostiene la tesi che le vacanze, in quanto tali, vanno rispettate per tutti e che i bambini, va detto una volta per tutte, devono in primo luogo giocare?

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