Barbara Massaro

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E' tornata a casa Sharbat Gul, meglio nota come "La ragazza afghana" della foto realizzata nel 1984 dal fotografo Steve McCurry per il National Geographic e diventata simbolo stesso dei rifugiati di tutto il mondo.

Dopo essere stata esplusa dal Pakistan la donna, vedova e madre di 4 figli, ha rimesso piede nel suo Paese dal quale mancava da 30 anni. All'arrivo è stata accolta dal Presidente Ashraf Ghani che le ha consegnato le chiavi di un appartamento dove potrà andare a vivere con i suoi ragazzi dopo un'esistenza passata all'interno di un campo profughi.

"La sua vita ci ispira tutti - ha dichiarato Ghani - Lei rappresenta tutte le donne coraggiose di questa nostra terra"

A Sharbat, dopo essere stata arrestata a Peshawar in Pakistan lo scorso 26 ottobre era stata negata la scarcerazione salvo poi essere condotta in ospedale a causa delle complicazione dell'Epatite C di cui soffre da tempo.

L'ambasciatore afghano in Pakistan, Omar Zakhilwal, aveva subito preso a cuore la questione spinto anche dalla pressione internazionale visto che lo stesso McCurry ha sempre lottato per rimandare Sharbat a casa.

Il Tribunale pachistano l'aveva  condannata a 15 giorni di detenzione e al pagamento di una multa di 110mila rupie (circa 860 euro).

Per i giudici pachistani, durante il suo "Soggiorno illegale" nel territorio, Sharbat "Ha per due volte abusato della sua posizione per ottenere un documento d'identità elettronico".

La polizia aveva arrestato Sharbat Gul con l'accusa di falsa identità. La donna nel 2014 avrebbe chiesto una carta d'identità falsa dichiarando un nome diverso dal suo e dicendo di essere nata in Pakistan. Un documento importante per lei senza il quale i rifugiati afghani in Pakistan hanno una libertà molto limitata.

L'Agenzia federale di indagini (Fia) ha contestato il reato di falsificazione del documento nazionale di identità computerizzato (Cnic) pachistano alla donna.

Già alla fine di febbraio 2015 il documento illecito era stato annullato perché ritenuto falso. 

Nel 1984, quando venne realizzata la celebre foto di Steve McCurry della ragazza dagli occhi di giada, Sharbat aveva solo 12 anni e divenne famosa come la Monna Lisa della guerra afghana grazie a quello scatto eseguito in Pakistan dove la ragazzina era rifugiata.

Nel 2002 McCurry ritornò a Peshawar proprio per cercare la giovane che, fino a quel momento non aveva un nome. La ritrovò sposata e con tre figli a Nasir Bagh e le scattò una seconda foto con gli occhi verdi e il volto segnato dal tempo. Scoprì che era di etnia pashtun, che i suoi genitori erano morti durante la guerra russo-afghana, quando lei aveva solo 6 anni.

Insieme alla nonna, al fratello e alle sue tre sorelle, a inizio anni'80 aveva attreversato le montagne per poi giungere al campo profughi in cui venne trovata da McCurry.

Il fotografo, appresa la notizia del rilascio, ha dichiarato tramite Instagram: "Sherbat rappresenta ancora tutte le donne e gli uomini coraggiosi che sfidano ogni dolore e difficoltà per proteggere quanto hanno di più prezioso: i loro figli. Sharbat Gula è stata per anni il simbolo dei rifugiati. Ora è diventata il volto dei migranti rifiutati".


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