Allarme Usa: i selfie aumentano il rischio pidocchi

Secondo alcuni operatori specializzati ci sarebbe un nesso tra gli autoscatti social e l'aumento dei parassiti negli adolescenti - I "belfies", gli autoscatti del lato B

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Barbara Pepi

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Le guance si toccano, il sorriso è smagliante e inevitabilmente i capelli entrano a contatto. In America è allarme per la diffusione di pidocchi tra gli adolescenti e secondo gli operatori di alcuni centri privati specializzati nella rimozione dei parassiti dal cuoio capelluto, il boom sarebbe dovuto alla mania dei selfie . Non c'è ragazzino che non abbia postato in Rete uno scatto testa a testa con l'amica del cuore, la compagnia dell'estate o il vip di turno e il guancia a guancia favorirebbe il salto acrobatico del pidocchio da un teen ager all'altro.  

"Solitamente tratto bambini piccoli  - ha detto Marcy McQuillian, operatrice di un "lice removal service", quel servizio che, a peso d'oro, toglie uno a uno i pidocchi dalle teste dei ragazzini - perché per loro c'è un maggiore rischio che le teste vengano a contatto, ma ora gli adolescenti avvicinano le teste ogni giorno per scattare le foto con i cellulari". A confermarlo ci pensa un ambulatorio di Oakland secondo il quale la tesi sarebbe "plausibile" perchè "il contagio avviene tramite il contatto diretto".

C'è chi, invece, sostiene che si tratti di una trovata pubblicitaria per gonfiare il business dei centri - costosissimi - per la rimozione dei pidocchi che, con l'arrivo della primavera, arrivano all'apice della loro diffusione.

Il dottor Richard Pollack, della School of Public Health dell’università di Harvard, responsabile di un sito che aiuta ad identificare e combattere i diversi tipi di parassiti umani, IdentifyUs, ricorda che gli adolescenti hanno sempre avuto i pidocchi e non c’è nessuna prova del legame con gli autoscatti. Per Pollack "ogni volta che apre un nuovo centro, sembra sempre che ci sia una nuova epidemia, fa bene ai loro affari".

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