Barbara Massaro

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Parola d'ordine: "Dieta mediterranea". Per la gioia di agnelli, capretti e cuccioli vari, la tendenza per il menù di Pasqua delle famiglie italiane vede l'uscita progressiva di scena di carne e insaccati a favore di verdure, pesce e cereali.

Una maggiore attenzione ai prodotti a chilometro zero, alla salute in tavola e al rispetto dell'ambiente e di chi lo popola ha portato il popolo nostrano ad accantonare capretto al forno e agnello con carciofi a favore di una maggiore quantità di verdura e pesce azzurro nel piatto.

A confermarlo uno studio promosso dal Polli Cooking Lab, l'Osservatorio sulle tendenze alimentari dell'omonima azienda toscana, condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 100 esperti tra chef, food-blogger e antropologi dell'alimentazione.

Da quanto emerso la dieta mediterranea sarà protagonista dei piatti degli italiani con verdure (88%), pesce (82%) e cereali (78%).

Secondo il 75% degli esperti questo boom è dovuto all'attenzione sempre maggiore rivolta alla salute, al prezzo vantaggioso dei prodotti locali (69%) e alla riscoperta delle tradizioni culinarie (64%).

In netto calo invece l'utilizzo di carne rossa (31%), insaccati (28%) e superalcolici (23%).

"La dieta mediterranea non è una dieta ma uno stile di vita – spiega Filippo La Mantia, Oste e Cuoco dell'omonimo ristorante di Piazza Risorgimento a Milano – Tutto passa attraverso il contadino: materia prima ottima, stagionale e di grande apporto nutrizionale. La tradizione culinaria passa anche attraverso le festività religiose come la Pasqua: nella mia Sicilia per la ricorrenza si utilizzano ad esempio verdure, riso e ricotta di pecora.

Ottimi piatti vengono realizzati con il cous cous, che gode in Sicilia di tradizione antichissima, senza dimenticare l’olio extravergine di oliva che è il primo ingrediente in assoluto. Il mio menù pasquale prevede come antipasto un filetto di sgombro panato, infornato con cous cous tostato; come primo un timballo di anelletti infornati, seguito da un rollò di pesce spatola con la salsa di pistacchio e finocchietto fresco. Per chiudere in bellezza la cassata siciliana con il latte di mandorla e menta”.

La primavera nel piatto fa rima con verdure di stagione. Nella speciale top 10 degli ortaggi pasquali primeggiano i carciofi (91%), seguiti da olive (88%), asparagi (86%), peperoni (84%), insalata (82%), melanzane (79%), cipolle (77%), zucchine (76%), capperi (75%) e pomodori (73%).

Al secondo posto il pesce (82%), di gran tendenza sulle tavole e nelle proposte degli chef di tutta Italia con il pesce azzurro (84%), lo sgombro (82%) e il salmone (80%).

Molto utilizzati infine i cereali (78%), alla base di pasta (80%), pane (78%) e cous cous (75%). In netto calo invece l'utilizzo di carne rossa (31%), formaggi stagionati (28%) e superalcolici (23%), stesso discorso per le fritture (21%) e le carni lavorate (20%), segno di una crescente attenzione alla linea e alla salute.

Paese che vai, tradizione pasquale che trovi: a differenza dell'Italia, dove, come visto, non possono mancare verdure, pesce e cereali, sulle tavole di tutto il mondo si trovano alimenti dalle caratteristiche differenti. Ad esempio in Russia il piatto tipico pasquale è rappresentato dalla Paskha, un dolce tradizionale composto da formaggio, uova, mandorle, uva, vaniglia, spezie e canditi.

Grande successo degli insaccati e della carne rossa in Germania, dove la tradizione vuole che si prepari l’Osterschinken im Brotteig, letteralmente prosciutto cotto in crosta di pane. Le uova invece trionfano in Grecia, infatti sono alla base della ricetta dello Tsoureki, un pane ricoperto appunto da uova.

In Sud America invece la ricetta della Fanesca ecuadoreña si avvicina agli alimenti tipici della dieta mediterranea, con dodici varietà di fagioli, zucca e baccalà cotto nel latte, mentre in Messico la Capirotada si discosta dalle tradizioni italiche, essendo composta da un budino di pane, frutta secca, formaggio, sciroppo di zucchero e cannella.  

 

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