A Miss Islanda si sono iscritte anche nonne, donne incinte e uomini

E' la conseguenza di "un'apertura democratica" del concorso strumentalizzata dalle attiviste per i diritti delle donne

Unnur Birna Vilhjalmsdottir, Miss Islanda 2005 (Credits: Gettyimages)

Barbara Pepi

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Un paese moderno e democratico. Per questo gli organizzatori del concorso di Miss Islanda hanno deciso - si legge nel bando - di aprire le iscrizioni a tutti. "Il nostro -  aveva spiegato l'organizzatore, Raf Rafnsson -  è un Paese moderno e aperto e non voglio che ci fossilizziamo sullo stereotipo della donna islandese alta 1,73, bionda e con gli occhi azzurri".

Peccato che, grazie ad una campagna condotta in prima linea dalla parlamentare e attivista per i diritti delle donne Sigribur Inbibjorg Ingadottir, la presunta apertura democratica del concorso di bellezza si sia trasformata in una farsa. Sì perchè, complice il web, la notizia si è sparsa in tutta l'Islanda e il concetto di "aperto a tutti" è stato preso alla lettera. E così nel giro di un paio di settimane sono arrivate circa 1.300 domande di iscrizione da parte di persone di ogni tipo  che con i parametri della aspiranti reginette di bellezza avevano poco a che fare: ottantenni; donne incinte, sposate, contadine e addirittura uomini.

 "Volevo scendere in piazza - ha detto una nota attivista, Hildur Lilliendhl -. Ma poi ho scelto la strada dello humour. E mi sono iscritta".

I promotori hanno fatto un salto sulla sedia quando si sono accorti che la loro "apertura" era stata strumentalizzata dagli attivisti e hanno dovuto fare dietro-front: concorso sì aperto a tutti, ma basta che si tratti di donne tra i 18 e i 24 non sposate e senza figli: come dire... Basta che siano Miss!

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