Ristorante l'Italo americano
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A Milano apre il primo ristorante per nudisti in Italia

Ma l'iniziativa è accolta con scetticismo dagli abitanti della zona

Per ora sarà solo di venerdì sera, ma se l'iniziativa funzionerà potrebbe essere estesa agli altri giorni della settimana.

La data da segnare è il 15 luglio quando aprirà il primo ristorante per nudisti in Italia. In realtà il locale esiste già, si chiama Italo americano e si trova a Cerro Maggiore, alle porte di Milano, ma da questa settimana il venerdì si trasformerà in un club per gente che vuole mangiare bene senza pensare a cosa mettersi addosso.

Niente di pruriginoso, sia chiaro. Non si tratta di un club per scambisti o in un locale dove alla cena segue il dopo cena hot. Il proprietario ha spiegato: "Si tratta di cene per naturisti, non certo per scambisti. Niente sesso nel locale. Chi non manterrà una condotta adeguata verrà immediatamente allontanato". Vietato anche l'uso di cellulari, smartphone o telecamere. Si entra vestiti - per ovvie ragioni - e si lasciano pantaloni, gonne, mutande e reggiseno in una sorta di spogliatoio creato ad hoc. Ai clienti viene poi dato un telo usa e getta da appoggiare sulla sedia e la possibilità di portarsi dietro gli effetti personali.

La cena, a lume di candela, è per coppie (viene accettato un single ogni 5 coppie) che desiderano riappropriarsi del piacere della convivialità adamitica. Il menù è da gourmet: rollè di melanzana in cesto di parmigiano su letto di mousse di pomodoro, trofie con gamberetti e porcini su crema di asparagi, filetto lardellato in crosta di nocciole con vellutata di zucca e pistacchi, mousse di cioccolato, vino, acqua, caffè e ammazza caffè per 120 euro a coppia, che diventano 79,99 prenotando su Internet.  

L'iniziativa è patrocinata da Anita, l'associazione naturista italiana, e chi ha la tessera o prenota su internet potrà usufruire di notevoli sconti. Se in Italia la novità assoluta di un simile locale fa scuotere la testa ai benpensanti e ridere sotto i baffi i voyeur in Europa è piuttosto diffusa soprattutto a Londra e Berlino. Chissà se la provincia lombarda è pronta ad accogliere una simile iniziativa oppure prevarrà una sorta di atavico perbenismo borghese?

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