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8 marzo: perché l'arrivo delle nuove Barbie "ribelli" è una buona notizia

Si tratta di 17 modelli che rappresentano altrettante donne rivoluzionarie per la propria epoca

Le nuove Barbie Mattel concepite per creare nuovi modelli di riferimento femminile

Barbara Massaro

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Essere madri oggi è tutt'altro che semplice. Esserlo di figlie femmine è ancora più complesso. Alla vigilia dell'8 marzo ci si chiede cosa spiegare a queste future donne, come raccontarle che, nonostante - per lo meno alle nostre latitudini - abbiano diritto al voto e a guidare la macchina, il loro stipendio sarà più basso di quello dei colleghi maschi, potranno subire molestie fisiche e psicologiche dal loro datore di lavoro o, peggio, dall'uomo che crederanno di amare.

Come crescere le donne di domani?

Cosa le si potrà raccontare per far loro capire che hanno il diritto di essere delle vincenti, che non si devono arrendere davanti alle difficoltà e che qualunque sarà il campo in cui crederanno di impegnare il proprio futuro e nonostante tutte le difficoltà che potranno incontrare nel corso del loro cammino potranno puntare in alto e avranno tutte le carte in regola per ambire all'eccellenza.

L'importanza dei modelli di riferimento

Quando si è piccole lo sviluppo della propria personalità è anche una questione di modelli, di punti di riferimento e di stimoli che arrivano dall'esterno: in casa, in famiglia, a scuola e nel gioco. Prendiamo gli anni '80, il decennio dell'infanzia di coloro che oggi sono madri: le bambine giocavano con Baby Mia (una nuvola rosa dai capelli biondi e gli occhi azzurri) e maneggiavano Barbie statuarie dalle caviglie sottili e dalle gambe infinite che giravano in carrozza o il Ferrari coupé accanto a un Ken dal sorriso candido e dalla tartaruga scolpita.

Quanti sogni e quante storie sono state create nelle camerette di quelle bambine che da tempo si rendono conto che quel modella Barbie è fuori tempo massimo e non ha più alcun senso.

La rivoluzione di Shero

Per fortuna se ne sono accorti anche alla Mattel e già da tempo la casa di produzione delle bambole per bambine più famose al mondo ha differenziato la proposta commerciale grazie alle Barbie curvy, a quelle con la pelle scura, alle alte e alle minute.

Piccoli passi concettuali che rappresentano un'importante rivoluzione culturale nell'industria dei giocattoli. Quella rivoluzione, alla vigilia dell'8 marzo, trova sigillo con l'arrivo sul mercato di 17 nuovi modelli di Barbie.

Se, un tempo, infatti il massimo dell'attesa era dato dalla commercializzazione della Barbie fior di pesca o di quella tutta lustrini per il gran ballo di Capodanno (a quanti gran balli di Capodanno siamo andate in vita nostra?) oggi le nostre figlie potranno giocare con la bambola che ha le fattezze dell'artista Frida Kahlo, dellla scienziata della Nasa Katherine Johnson, di Yuan Yuan Tan, prima ballerina del San Francisco Ballet e prima ballerina ospite all’Hong Kong Ballet, ma anche di Leyla Piedayesh, designer e imprenditrice tedesca di origine iraniana, e della campionessa di windsurf turca Çagla Kubat

Anche un'italiana tra le nuove eroine Mattel

C'è anche un'italiana tra le eroine dei nostri tempi. Si tratta della calciatrice Sara Gama, capitano della Juventus Football Club Femminile e Capitano della Nazionale Italiana Femminile.

 

Le 17 nuove Barbie fanno parte del progetto Shero (She Hero) che punta a fornire modelli vincenti di donne che hanno influenzato in maniera positiva la propria e le successive generazioni superando barriere, pregiudizi, odio razziale e ostacoli culturali.

Eroine al femminile che hanno creduto in se stesse e si sono imposte superando gli infiniti "nonostante".

All'interno della confezione si trova un libretto che illustra la storia della donna che ha ispirato la bambola avuta in dono affinché cresca una generazione di ragazze che non sogni solo di fare la modella o la ballerina ma che si senta legittimata anche attraverso il gioco a progettare un fututo da astronauta, scienziata o Presidente.

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