Vip, preti e politici: tutti a letto con la porno star

La storia di Lea di Leo e del suo libro di memorie hard mai pubblicato. Alla sbarra gli editori accusati di ricatto

La pornostar Lea Di Leo (Credits: Sonia Faccio)

Claudia Daconto

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E' stata chiamata ieri a testimoniare nel processo a carico di quelli che dovevano essere gli editori del suo libro, Giuseppe Aleci e Gaspare Richici, e che invece di pubblicarlo avrebbero, secondo l'accusa, iniziato a ricattare i protagonisti delle sue memorie erotiche, dai 20 ai 40 mila euro per far sparire dal testo i loro nomi.

Sonia Faccio, in arte Lea Di Leo, regina delle linee hot, raccontò tutto a Panorama.it circa un anno fa. Nomi e cognomi degli uomini che incontrò fuori e dentro il suo letto. Un lungo elenco di cantanti (Fabri Fibra, Gianluca Grignani), giornalisti (Amedeo Goria), attori (Matteo Branciamore della serie tv “I Cesaroni”, Roberto Farnese), calciatori (Massimo Ambrosini, Vincenzo Iaquinta, Simone Inzaghi, Luca Toni, Marco Borriello, Fabio Galante, Mauro Bressan), il rugbista Dallan Dennis noto al grande pubblico per la sua partecipazione a un'edizione dell' "L'Isola dei Famosi". Ma ieri in aula a Marsala, Lea ha parlato davanti al giudice del tribunale di Marsala anche di un uomo politico, lo stesso che svelò a noi, Mario Baldassari, oggi senatore Fli ed ex viceministro all'Economia, e di un vescovo. Tutti saranno ascoltati come testimoni.

Raggiunta poco fa al telefono ci ha detto di essere contenta di poter finalmente dire la sua in aula. Nei giorni scorsi qualche giornale aveva ritirato fuori la sua storia accusandola di essere lei la ricattatrice. Ma Lea non ha mai voluto nascondere niente e fin dall'inizio, come testimonia questa intervista realizzata il 22 ottobre del 2011, ha sempre sperato che il suo libro potesse essere pubblicato. Al punto che le minacce contro di lei non sono mai finite. Recentemente un'auto l'ha pedinata per tre settimane consecutive. Evidentemente la sua vita erotica fa ancora paura a molti.

Ecco l'intervista rimasta per un anno nel cassetto.

Originaria di Castelfranco Veneto, nel trevigiano, Sonia racconta di aver cominciato a fare la “sexy star” dopo una delusione d'amore. Muove i primi passi come ballerina di lap-dance, gira qualche film hard ma il successo vero arriva con le hot-line. “Regina degli 899”, come si definisce lei stessa, convinta di non aver mai avuto rivali nel campo. Le sue colleghe? “Quasi tutte straniere o insignificanti”. Guadagna bene, fino a 5mila euro al mese solo con le linee a luci rosse. E' conosciuta in mezzo mondo. Ma non le basta. Si fa notare il più possibile e alla fine ottiene quello che vuole: la televisione. La chiamano come ospite in numerose trasmissioni Rai e Mediaset. Incide un disco “Lo sento dentro”. Presenta a Cannes il film horror “The dark side of Triora” . Incontra tantissimi personaggi noti. Con molti di loro ci finisce a letto. Ha rapporti promiscui e a un certo punto si scopre affetta da epatite B. Quando viene a sapere che il suo fidanzato, autore di “Scherzi a parte” la tradisce con un'altra, inizia a dare la caccia alla donna ma attraverso Facebook incappa in una giornalista che la convince a raccontare la sua storia. La giornalista riceve minacce e lascia perdere. Se ne fa avanti un'altra. C'è un editore interessato che la contatta. Il libro è pronto. Sta per uscire. Non ci sono nomi, ma pagelle sì. La Di Leo assegna voti ai suoi amanti assumendo come parametri “durezza”, “dimensione” e “durata”, ma anche “complicità” e “passione”. Dell'uscita del suo libro se ne parla in tv. E' allora che Sonia Faccio comincia a ricevere minacce di morte. Nel frattempo la pubblicazione del volume continua a essere rimandata. La casa editrice accampa continuamente scuse. L'attrice si insospettisce. Cerca informazioni e scopre che il suo libro era stato usato come arma di ricatto.

Pochi giorni fa la Procura di Marsala ha chiuso un'inchiesta ipotizzando il reato di tentata estorsione a carico di Giuseppe Aleci e Gaspare Richici, rispettivamente presidente e direttore editoriale della casa editrice Imart Edizioni.

Quando sarebbe dovuto uscire il suo libro? E con quale titolo?

Il titolo non era stato ancora deciso ma a me sarebbe piaciuto semplicemente “Lea Di Leo”, il mio nome d'arte. Il libro sarebbe dovuto uscire alla fine dello scorso dicembre.

Sugli scaffali delle librerie però non ci arrivò mai.

Esatto. Infatti cominciai a insospettirmi quando vedevo che l'editore continuava a rimandare la pubblicazione con la scusa che non aveva i soldi sufficienti. Alla fine si inventò anche che stava cercando di farsi aiutare economicamente dai personaggi coinvolti nella mia storia.

Mentre in realtà li stava ricattando per non far uscire i loro nomi?

Sì.

Lei come lo seppe?

Da un mio ex fidanzato che lavora a Mediaset come autore. Nel mio libro parlo anche di lui.

A quel punto lei decise di denunciare i suoi editori.

Sì, ma so per certo che anche altri lo hanno fatto.

Sa se qualcuno di questi personaggi ha pagato?

Non lo so, ma so che tutti sono stati ricattati.

Qualcuno di loro le ha mai chiesto spiegazioni?

Nessuno mi ha mai contattata. Credo perché sospettassero che avessi il telefono sotto controllo.

Perché a un certo punto della sua vita lei decise di raccontare i suoi incontri hard con i personaggi famosi?

In realtà si tratta della mia biografia, dall'infanzia fino agli ultimi anni della mia carriera di sexy star. Decisi di farlo quando conobbi su Facebook la giornalista Francesca De Vincenzi. Fu lei a propormelo appena risolto un certo equivoco.

Quale?

Mi ero messa in caccia dell'amante del mio fidanzato di allora che faceva l'autore della trasmissione “Scherzi a parte”. Sapevo solo che questa donna si chiamava Francesca, la cercai tra le sue amiche e inizialmente credetti che si trattasse della De Vincenzi. In realtà era la Fogar, quella dell'Isola dei Famosi.

Nel libro che lei ha consegnato all'editore, e che noi abbiamo letto, ci sono solo le iniziali di alcune delle persone che hanno avuto incontri sessuali con lei. Di altri nemmeno quelle. Perché?

Fui consigliata così dal mio avvocato. Avevo cominciato a ricevere parecchie minacce di morte. Chiamavano anche mia madre dicendole che se avessi pubblicato il libro mi avrebbero fatto fuori.

Se la sente di fare adesso qualcuno di quei nomi?

Sono stata con diversi calciatori del Milan tra cui Marco Borriello e Massimo Ambrosini, Valeri Bojinov (ex attaccante del Parma oggi allo Sporting Lisbona ndr); il rugbista Danis Dallan; tra i cantanti posso fare il nome di Fabri Fibra, tra gli attori Matteo Branciamore dei Cesaroni. (E' lui che in una chat cerca di dissuadere la Di Leo a pubblicare il suo libro: “Ti faresti solo dei nemici, se non sei protetta te la rischi” ndr)

Si parla anche di politici e prelati.

Sì. Ho avuto rapporti con un uomo di chiesa conosciuto in un night dove lavoravo in Veneto. Si presentava la sera con le croci al collo, allora chiesi alla proprietaria chi fosse e lei mi disse che si trattava di un vescovo.

E lei ci credette?

Certo, sono stata con lui. Era un vescovo veneto.

Il politico?

Non posso assolutamente fare il suo nome pubblicamente (ce lo dice ma noi rispettiamo la sua volontà e non lo pubblichiamo ndr). I magistrati me lo hanno vietato. E' un ex viceministro di centrodestra che ricopre ancora un ruolo di primo piano in politica.

Uno del Nord?

No.

Dove lo incontrò?

A Roma. Ero stata contattata da una mia collega dell'899, la linea erotica per cui lavoro, che già lo frequentava. Lui le disse che voleva conoscermi. Io e altre ragazze partecipammo a una festa che terminò con un rapporto sessuale. (In base a una conversazione chat tra la Di Leo e Matteo Branciamore si evince che l'incontro in questione si sarebbe svolto il 18 maggio del 2010 ndr).

Ha ricevuto dei soldi per questo?

Sì. Fummo tutte pagate.

Lei vorrebbe ancora che il suo libro uscisse?

Assolutamente sì.

Stralcio dal libro:

COME SI ADESCA UN CALCIATORE

Sono loro che chiamano”, il cellulare di Lea trabocca di sms da loro inviati. Adorano gli strip tease, le gang bang e i giochini erotici. Li trovate spesso nei privé dell'Havana, dell'Amami di Treviso, dell'Hollywood e del Tocqueville di Milano, e invadono il Pineta e il Papeete di Milano Marittima.I più noti tra loro hanno il terrore di essere riconosciuti. “La maggior parte delle volte non usano precauzioni e spesso soffrono di eiaculazione precoce”.

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