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Società

Le web bufale della settimana - Ep. 83

A cosa non avremmo dovuto credere in rete

1. Papa Francesco vuole riscrivere i 10 comandamenti

13 marzo 2013. La prima apparizione pubblica di Bergoglio come Papa Francesco. Getty Images

Una fake news in lingua inglese vecchia di due anni questa settimana è stata risputata dalla Rete ed è tornata a girare sulle bacheche di mezzo mondo.

La presunta notizia riportava le parole (false) che Papa Francesco avrebbe pronunciato durante una Messa in lingua spagnola celebrata in Guatemala.

In quell'occasione il Santo Padre avrebbe detto di aver ricevuto una missione da Dio: quella di riscrivere alcuni dei comandamenti, in particolare il quarto che, in rispetto alla causa gender, andrebbe attualizzato togliendo la parola padre e madre e poi quello riguardante l'adulterio da modificare per estendere la grazia di Dio a tutti i suoi figli.

Si tratta di falsità atte a screditare la figura del Papa e il portavoce vaticano Greg Burke ha spiegato che certe falsità non vale neppure la pena smentirle.

2. Solidarietà al ristoratore lodigiano

L'esterno del bar-ristorante Osteria dei Amis a Casaletto Lodigiano, dove la scorsa un ladro Ë stato ucciso mentre con dei complici cercava di introdursi nel locale. A sparare, secondo quanto spiegato dai carabinieri, sarebbe stato il titolare, Mario Cattaneo, di 67 anni, che vive sopra la sua osteria. Lodi, 10 marzo 2017 ANSA

Sull'onda dell'indignazione populista seguita all'omicidio di un rapinatore entrato in un'osteria nel lodigiano i social network e Whatsapp hanno sviluppato una serie di bufale e fake che, questa settimana, sono state condivise migliaia di volte. Uno dei messaggi più gettonati girava da chat in chat dicendo: "Piena solidarieta al ristoratore 67enne di Lodi che ha difeso la propria famiglia dalla criminalità romena che gli era entrata in casa in 4!!! Il fratello del romeno ucciso si e presentato dai cc per il riconoscimento della salma sapendo che la giustizia italiana darà a lui e famiglia un rimborso minimo di 200.000€ fare il ladro in Italia è un lavoro assicurato dallo Stato!! Se sei a favore del ristoratore divulga queso messaggio".

In realtà il codice penale italiano non prevede che il riconoscimento della salma comporti un impiego sicuro per i famigliari del defunto. Il riconoscimento danni è un atto dovuto ma può arrivare solo se il presunto danneggiato decide di percorrere vie legali e il corrispondente danno è stabilito da un giudice e non è una cifra fissa.

Si tratta della solita solfa arruffa popoli e il messaggio era del tutto tautologico così come falsa era la foto di tale "Mario" presunto pensionato toscano finito in prigione per aver sparato a un ladro in casa sua. La foto, vecchia e datata, solo negli ultimi 7 giorni è stata condivisa 130.000 volte. L'uomo ritratto, però non è tale Signor Mario ma Mario Vanni, il "compagno di merende" di Piero Pacciani morto nel 2009.

3. Rischio crolli a Torino

mole_antonelliana_torino La Mole Antonelliana, monumento-simbolo della città di Torino GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

Questa è una bufale di oggi di carattere locale, ma che per il rilievo che ha assunto a livello virale è diventata quasi affare nazionale.

Nelle prime ore della mattina hanno cominciato a essere condivise alcune foto di Corso Grosseto con l'invito a condividere la notizia sui social in quanto la strada era in procinto di crollare. La notizia è circolata su Facebook e Whatsapp e pompieri e soccorsi sono stati presi d'assalto dalla segnalazioni dei cittadini.

"Non passate sul cavalcavia - recitava la catena - è a rischio caduta sono intervenuti i vigili del fuoco e non lo hanno ancora chiuso. Diffondete la notizia".

Si tratta, però, di un falso come confermato dalla autorità al quotidiano La Stampa. A trarre in inganno le transenne che si trovano sotto il cavalcavia e che erano state poste proprio per controllare la tenuta della struttura. I Vigili del Fuoco hanno fatto sapere: "E’ sicura e non c’è il rischio che crolli. Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso con gli stessi responsabili del Comune".

4. I numeri misteriosi

Tetra Pak Tetra Pak Twitter

La letteratura bufaliera in merito ai numerini rossi che si trovano sotto i Tetra Pak di latte e succhi di frutta è infinita e vanta una quantità di leggende metropolitane difficile da circoscrivere.

Questa settimana è tornata in auge una vecchia bufala datata 2013 che sosteneva: "Guardate quei numerini rossi - recita il comunicato a proposito dei numeretti che si trovano sotto i brick - ci avete mai fatto caso? Sapete cosa sono? La maggior parte di voi non lo sa e ve lo dico io. 1 2 3 4 5 6 sono i numeri di volte che la legge consente di riutilizzare il prodotto.

Il prodotto che ho preso é della semplice panna con scadenza nel 2014 prodotta alla fine 2012 quindi 2 anni di vita. Poniamo un esempio che nel negozio in cui era in vendita non la venda. Che fa ci perde soldi? Certo che no, la ridà indietro ed avrá in cambio una nuova.

Lo scopo di questo gesto? Il prodotto verrá ribollito e pastorizzato ed ecco che sotto la confezione mancherá il numero uno così la catena puó continuare fino al numero 6. Cioé un prodotto puó anche avere ben 12/18 anni".

Ovviamente è tutto falso.

In Italia il processo di pastorizzazione è ammesso una sola volta e per il latte. Già allora Tetra Pak aveva diffuso una nota ufficiale per spiegare il senso di quei numerini stampati sotto il cartone, ma, evidentemente, il monito non è stato sufficiente. Ecco che allora nuovamente riproponiamo quanto detto allora: "Precisiamo che i numeri riportati sul fondo dei contenitori Tetra Pak indicano la striscia del rotolo da cui proviene ogni contenitore e fanno parte del sistema di tracciabilità del prodotto o dei contenitori stessi per garantire la possibilità di risalire a monte di ogni singola fase di produzione.
Il significato di questi numeri può variare a seconda della tipologia del prodotto, ma in ogni caso sono impiegati per garantire la tracciabilità".

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