La coppia e l'arte del baratto

Do ut des? Sì ma tutto ha un limite...

Martina Panagia

-

Continua la mia accurata ricerca di fandonie spropositate pubblicate dalle più famose riviste maschili. L’articolo scovato che ha colpito la mia attenzione è incentrato sull’arte del baratto, vista come tattica di salvezza nella vita di coppia: tu dai una cosa a me, io ne do una a te. Fin qui anche tutto bene direi, d’altronde il fatto che per il quieto vivere si debba scendere a qualche compromesso è ormai assodato e condiviso dalla maggior parte di mariti, mogli, fidanzati e fidanzate (e anche da qualche amante).

Il problema dell’articolo in questione è la sproporzione immensa tra il do e il des: questa rivista disegna le donne come faine accattone pronte a chiedere l’impossibile al loro compagno dopo aver acconsentito ad una sua richiesta. Un esempio? “Invitare gli amici a casa per una serata-partita comporta all’uomo il dover fare il pieno alla macchina + pagare la cena a lei e 4 amiche + ripulire casa dopo i bagordi”. Ma quale donna innamorata del suo uomo pretenderebbe tutto ciò solo perché lui ha voglia di guardarsi la partita con gli amici? Trovo sensato solo l’ultimo compromesso (che compromesso in realtà non è), cioè pulire la casa dopo che gli invitati sono andati via…ma è una questione di rispetto per il partner, non un dazio da pagare.

Altri esempi: “Una domenica sul divano in canottiera a guardare la Formula 1 implica il dover montare 4 mobiletti dell’Ikea + tinteggiare la camera da letto”. E poi quello che mi ha irritata di più: “Sveltina nel bagno del ristorante = debellare una colonia di formiche ed uno stormo di piccioni sul tetto + pulire il terrazzo + andare dal fioraio”.

Non ci siamo proprio. Qualcuno dovrebbe dire a queste riviste maschili che magari la sveltina nel bagno di un luogo pubblico piace e diverte anche noi donne e che potremmo non volere una relazione di coppia che sembra una contratto con pagine e pagine di diritti e doveri: il do ut des vale fino ad un certo punto, ma credo che l’importante sia lavorare sull’autoregolazione ed il rispetto.

Per intenderci: non credo ci sia nulla di male a passare del tempo ognuno con interessi ed amici diversi, a meno che non si trascuri il partner passando poco tempo con lui/lei.  Bisogna sempre ricordasi che in una relazione il  partner non è solo un membro della coppia, ma anche e soprattutto un individuo ed è normale che senta il bisogno di ritagliarsi del tempo e degli interessi per sé, per essere più felice e quindi renderci più felici.

© Riproduzione Riservata

Commenti