Justin Bieber, il furto del computer è una campagna virale per il nuovo videoclip. Ecco alcuni precedenti illustri

Dal lancio di The Blair Witch Project e del Cavaliere Oscuro alle pecore con i LED - Tutti i volti di Chanel N° 5

Justin-Bieber-e-campagne-virali

Justin Bieber live a Los Angeles (2 ottobre 2012) – Credits: Kevin Winter/Getty Images

Aldo Fresia

-

Un applauso per gli esperti di marketing di Justin Bieber, che per lanciare il suo nuovo videoclip (Beauty and a Beat, con Nicki Minaj) hanno organizzato una delle campagne virali più efficaci degli ultimi tempi, lanciando la falsa notizia del furto del computer personale del cantante e inventandosi le minacce via Twitter relative alla pubblicazione di materiale scottante. Moltissimi fan si sono mobilitati in difesa del loro idolo e moltissimi siti hanno ripreso la notizia (anche panorama.it ), ma quando è arrivato il momento della verità ecco svelato l'inganno: si trattava di un'abile operazione commerciale.

L'escamotage è coerente con il personaggio di Justin Bieber, che ha fama di amare gli scherzi e che evidentemente ha approfittato delle sue enormi possibilità economiche e mediatiche per prendersi gioco del mondo intero. E considerato che le visualizzazioni di Beauty and a Beat su youtube hanno superato i 19 milioni in un weekend , il successo dell'iniziativa è innegabile.

Siamo dunque di fronte a un nuovo esempio di efficace e creativa campagna virale, un genere di marketing che ha cominciato a imporsi da quando i ragazzi di The Blair Witch Project (1999) hanno trasformato la pellicola in un autentico fenomeno di massa, fingendo che la vicenda raccontata nel film fosse un fatto reale. Ossia che alcuni adolescenti fossero davvero scomparsi misteriosamente nel Maryland e che il ritrovamento della loro videocamera documentasse i fenomeni soprannaturali responsabili della loro sparizione. Internet reagì con curiosità ed entusiasmo, decretando uno spettacolare successo al botteghino. The Blair Witch Project è infatti la pellicola con il miglior rapporto di sempre fra costi di produzione e incassi: 1 dollaro contro 7104, anni luce lontano dal secondo posto di American Graffiti (1 a 153) e dal terzo di Biancaneve e i sette nani (1 a 126).

Ma non è obbligatorio depistare il pubblico, per realizzare una campagna virale vincente. Per esempio, il secondo Batman di Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro, 2008) non inventò storie false: venne sostenuto da un intenso lancio pubblicitario che metteva al centro il personaggio di Joker e che organizzò una quantità impressionante di iniziative tra siti Web, radio, televisione e persino eventi live, con il reclutamento nell'esercito di Joker attraverso telefoni cellulari nascosti nelle torte.

Oltre a coinvolgere gli utenti in piccole cacce al tesoro online, come fa Il Cavaliere Oscuro ma anche Cloverfield qualche mese prima, è possibile scegliere un approccio ancora più "partecipativo", inducendo il pubblico a essere parte attiva nella diffusione della campagna promozionale. La soluzione più tipica è quella di assumere un artista e fargli realizzare un video talmente accattivante da venire ripreso e propagato.

Uno fra gli esempi possibili è quello di Samsung che va sotto il nome di Extreme Sheep Art (anno 2009): un gregge di pecore, alcuni pastori, dei LED attaccati agli animali e una massiccia dose di creatività per realizzare un video che è quasi impossibile non consigliare agli amici:

Altro modo di coinvolgere gli utenti: fargli svolgere il lavoro. Succede per esempio lanciando loro una sfida e invitandoli a dimostrare le loro qualità realizzando dei video, soluzione di marketing virale adottata da Rugby Channel con l'aiuto dei giocatori degli All Blacks:

L'escamotage di Justin Bieber, che probabilmente entrerà negli annali grazie all'uso di Twitter, è dunque un modo originale di sfruttare una strategia di marketing ormai diffusa e che, quando centra il bersaglio, garantisce risultati clamorosi. Non ci resta che attendere la nuova trovata dei creativi per vedere se sapranno superarsi.

© Riproduzione Riservata

Commenti