Intervista a Maria Latella: "Smettiamola con l’arma impropria della bellezza: con i maschi dobbiamo giocare alla pari"

Negli ultimi dieci anni l’estetica femminile ha vinto su tutto. Parola di una giornalista che dice di avere scoperto le sue simili solo quando, dal 2006, ha diretto un settimanale per donne

Maria Latella è nata a Reggio Calabria nel 1957 – Credits: Ufficio stampa

Lucia Scajola

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ll titolo di lavoro, alla fine della chiacchierata, lo suggerisce lei e data la competenza non viene in mente di faticare a cercarne un altro: «Ho scoperto le donne dopo i 40 anni» dice di sé, in sintesi, Maria Latella, 56 anni, giornalista, già firma politica del Corriere della sera, poi direttrice del settimanale A, oggi editorialista del Messaggero e conduttrice della trasmissione L’intervista su Sky. Lo spunto dell’incontro, che si svolge di prima mattina mentre prepara i caffè nella sua casa milanese, lo dà «Il potere delle donne»: convegno, in partnership con l’associazione Valore D, in programma a Madonna di Campiglio dal 21 al 23 marzo.

Perché il «potere» delle donne?

Ho scoperto tardi il mondo delle donne e sto recuperando. La prima parte della mia vita è stata dedicata solo al lavoro. Sempre tra i maschi. Per anni, i miei interlocutori sono stati Augusto Minzolini, Francesco Merlo, Gian Antonio Stella... Non conoscevo il piacere di un tè con le amiche, fino a quando, nel 2006, Vittorio Colao e Paolo Mieli mi hanno affidato la direzione di A, praticamente il primo giornale femminile che ho tenuto in mano.

Crede che le donne vadano tutelate?

Credo che tutto ciò che parla di loro sia più «figo», come dimostra l’attenzione che stanno suscitando le otto ministre del Governo Renzi.

A dire il vero, fin qui, ci si è soffermati soprattutto sulle loro «mise» estetiche. Lei come le valuta?

Evito giudizi estetici. Valutiamole, appena possibile, per ciò che faranno.

E cosa pensa di Agnese Landini Renzi?

L’ho osservata durante il primo discorso in Parlamento del marito: ha un bel viso rinascimentale. Penso anche che una donna, per di più insegnante, che sta da 20 anni con un uomo dall’ego non semplice come quello di Renzi non si farà impressionare dai media.

«Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna». Per quali delle mogli di potenti che ha intervistato vale il detto?

Laura Bush, che ha preso George W. alcolista e disordinato e lo ha ribilanciato. La regina delle mogli, però, è stata Cecilia Ciganer, ex signora Sarkozy: ha canalizzato e massimizzato la grande ambizione del marito.

Lei è amica e biografa di Veronica Lario, ex signora Berlusconi, sua testimone di nozze lo scorso giugno: da quando vi conoscete?

Dal ’91. Fu a un evento benefico sull’aids: mi mise a posto con una risposta. Le chiesi se avrebbe parlato della malattia ai suoi figli e mi disse che prima avrebbe parlato loro d’amore. Da allora, ci siamo frequentate sempre, nella buona e nella cattiva sorte: disprezzo quelli che scompaiono quando arrivano i problemi.

Ha scritto un libro, «Come si conquista un paese» (Rizzoli), anche su Silvio Berlusconi. Di lui ha scritto: «È un uomo che si sa adattare al cambiamento». Lo crede ancora?

Confermo: si accorge rapidissimamente che le cose cambiano e riesce ad adattarle a suo favore. Come ha fatto poche settimane fa rientrando sulla scena politica grazie all’accordo con Renzi sulla riforma elettorale.

Sulla loro separazione lei, che era la prima «veronicalariologa», fu battuta: «Repubblica» dette la notizia prima del «Corriere».

È vero. Ero andata a Berlino col mio fidanzato. Anche se quel «buco» ha suscitato montagne di stupide dietrologie, sono felice di aver fatto quel weekend con l’uomo che poi ho sposato.

Una delle giornate del convegno è dedicata alle donne nei media. Fanno la differenza?

Servono ad arginare una visione troppo maschile. Quasi tutti i direttori di giornale e gli amministratori delegati dell’editoria sono uomini: il racconto della realtà è filtrato da loro. Vado fiera, da direttrice di  A, di essere stata la sola a non considerare Belen Rodriguez. Era sopravvalutata: ora non se ne parla più.

Ma Belen non è la sola ad aver usato la bellezza...

Quando ho iniziato a lavorare, negli anni Ottanta al Secolo XIX, compii l’errore di presentarmi con un tailleurino rosso. Mi fu detto che non era opportuno vestire in modo appariscente e capii il concetto. Negli ultimi anni, invece, c’è stato uno stravolgimento: trovo scorretto usare il proprio aspetto per distrarre i colleghi. Con gli uomini, dobbiamo vedercela ad armi pari, invece negli ultimi dieci anni si è esagerato con il potere della bellezza.

Qualcuna ne ha abusato?

Cito l’ex ministro francese Rachida Dati (che ha celebrato il suo matrimonio a Parigi, ndr) che dalla bellezza, semmai, è stata penalizzata. Fosse stata meno appariscente, avrebbe avuto vita più facile. Tra quelle che ci hanno giocato, penso a Sarah Palin: lei non era un soggetto, ma uno spreco di attenzione e di carta.

Dove sbagliano le donne e dove vincono?

Il nostro più grande limite è l’invidia reciproca. Superato questo, siamo più brave degli uomini.

Una donna di potere che le piace?

Fernanda Contri, giudice della Corte costituzionale: gestisce serenamente il suo potere.

Una che non le piace?

Una che ha sofferto a causa del potere è Cécile Kyenge: l’improvvisa ribalta mediatica non ha giovato alla sua serenità familiare.

Un'altra giornata del convegno è dedicata al confronto generazionale. Che consigli dà alle giovani con ambizioni lavorative?

Credo sia fondamentale un buon rapporto con la madre, per evitare scelte sbagliate al solo scopo di farle rabbia. E poi, attenzione alla selezione del compagno: deve accettare e comprendere il lavoro della donna.

Lei è madre di Alice, 28 anni: di cosa è fiera e su cosa recrimina?

Alice vive e lavora a Berlino, è autonoma ed è una persona che mi piace. Io sono stata un po’ assente: mi sono accorta in ritardo di quante cose sono più importanti di certe inezie professionali. Per questo serve il confronto generazionale: il lavoro va avanti, ma quando si è giovani serve che ci sia qualcuno vicino per ricordartelo.

Maria Latella è nata a Reggio Calabria nel 1957. Laureata in giurisprudenza, ha iniziato la carriera giornalistica al «Secolo XIX». 
Nel 1990 è passata al «Corriere della sera». Dal 2006 al 2013 ha diretto il settimanale «A». È autrice di due libri su Veronica Lario. Madre di Alice, il 15 giugno 2013 ha sposato a Parigi il pubblicitario Alasdhair Macgregor Hastie.
Avrà la direzione artistica del convegno Camiglio TreperTre- Il Potere delle donne, in programma dal 21 al 23 marzo a Madonna di Campiglio, promosso da Anita Binelli, assessore al Turismo di Pinzolo, e Margherita Cogo. 

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