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Società

In amore capita anche di fare "Benching"

Ad essere mandati "In panchina" non sono solo i calciatori, ma anche i partner in entrata o in uscita

Nel vocabolario delle camaleontiche specie di relazioni umane è entrato un nuovo termine: il benching. Letteralmente significa "Stare in panchina" ed è una sorta di ibrido tra il "Sono indeciso se voglio stare con te" e "Tengo un piede in due scarpe finchè posso".

Il benching lo si fa, ad esempio, quando si ha conosciuto da poco una persone e non si è ancora decisi se frequentarla o meno. Ecco che allora a volte si risponde al telefono a volte no, a volte si leggono i whatsapp altre volte no e così via in una girandola di piede dentro lo spiraglio della porta che può concludersi in una relazione nuova oppure in un nulla di fatto.

Ora non ci sono più solo gli amici di letto, i partner occasionali, gli amanti del weekend e chi più ne ha più ne metta, ma nella rosa delle relazioni ci entrano anche i panchinari di professione. Il benching, da quanto s'apprende dai magazine americani, si può fare o subire.

Può essere una scelta consapevole di ambe le parti o solo di una metà della presunta coppia e può essere anche retroattivo nel senso che si può applicare anche agli ex in uscita. Capita di lasciare un fidanzato e poi avere delle "Ricadute" che siano erotiche o sentimentali e così ecco che mettere l'ex in panchina è un buon modo per farlo tornare in campo in caso di bisogno (o di infortunio di un altro giocatore).

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