Georgia Luzi
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Il terzo grado - Georgia Luzi

"Sono combattiva e pretendo molto soprattutto da me stessa", racconta la conduttrice di Rai 1

NOME: Georgia Luzi

CHI E’: conduttrice televisiva e attrice

COSA FA: il suo ultimo programma è Uno Mattina – Storie vere, su Rai Uno, che ha condotto per tre edizioni

DICE DI SE’: “Sul lavoro ho il soprannome di ‘Caterpillar’. Mi chiamano così perché sono una battagliera, una che s’impunta ed è pignola. Se ci penso è la realtà, anche se in fondo mi dà un po’ fastidio. Assumo determinati comportamenti perché in passato ho fatto degli errori, magari per essermi fatta convincere da terzi e adesso quando credo in una cosa mi batto fino alla fine”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Riesco sempre a non annoiarmi: ho la mente sempre attiva e concentrata su idee e progetti nuovi. Non ho affatto talento nel giardinaggio: combatto da una vita contro quello che chiamo il mio ‘pollice nero’. Sul mio terrazzo non resiste nulla.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotata, quale attività sceglieresti?

Ho due grandi passioni: la cucina e la musica. Mi piacerebbe essere una grande cantante: sono invidiosa, ma senza cattiveria, di chi ha il dono della voce. Ho anche studiato canto, ma per essere grandi artisti ci vuole una dote naturale che nemmeno anni di esercizio ti possono dare.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Tantissimo. Anche perché, un attimo dopo, si scartano i regali. Io adoro le sorprese!

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Sempre, anche nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Ho la lacrima facile…se poi la colonna sonora mi tocca tra cuore e pancia, piango a dirotto.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Sono negata negli sport e l’unica medaglia che ho vinto è il premio come peggiore sportiva in un villaggio turistico tanti anni fa (dice ridendo). Quanto alle pagelle, dovrei guardare in cantina:  rinnovo spesso la casa e butto via molte cose. Non sono legata agli oggetti.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Mi fido di me perché sono una buongustaia. Raffinata non so, ma buongustaia di sicuro. Quanto agli altri, non credo che sia una questione legata alla fiducia ma piuttosto all'entusiasmo e al coinvolgimento con cui si affrontano la situazioni: davanti ad un buon piatto ci si spoglia di tante sovrastrutture. Per me poi cibo e cucina sono una passione e, non a caso, ho seguito in questi anni diversi corsi per imparare a cucinare.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Mi chiedo quanti altri strambi devo ancora conoscere.

Sai mentire?

Sì e le dico anche bene. Ma non sono una bugiarda seriale.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare. Ma, per me, tra il dire e il fare ci sono di mezzo un divano e una tisana. Faccio pilates, ma solo perché me lo impongo: d’indole, sono una pigrona.

Quando il gioco si fa duro, sei una dei duri che cominciano a giocare?

Comincio a giocare ancora prima che inizia la partita (scoppia a ridere). Il mio status su Twitter è “guerriera con la faccia d’angelo”: sono combattiva, non mi sottraggo alla competizione e pretendo molto soprattutto da me stessa.

Qual è la tua torta preferita?

Al dolce preferisco il salato, ma a una fetta di millefoglie con crema al cioccolato non resisto.

Ti definiresti una buona archivista, rispetto alla tua memoria, o una cattiva archivista?

Direi una buona archivista: magari non ricordo tutti i dettagli ma certi gesti e certi atteggiamenti mi rimangono impressi a lungo. E, purtroppo, faccio fatica a dimenticare chi mi ha fatto del male.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Adoro viaggiare e appena posso parto. Ora mi piacerebbe tornare a New York, magari per Capodanno.

Sarai più felice in futuro?

Mi piace sempre guardare al futuro con positività. Dunque ti rispondo che sì, sarà più felice.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda Editore)

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