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Il terzo grado - Alessandra Angeli

"Non ho affatto talento nelle arti diplomatiche", svela la make-up designer

NOME: Alessandra Angeli

CHI È: make-up designer

COSA FA: è stata una dei concorrenti di Pechino Express 3, ora è nel cast fisso di Quanto manca (in seconda serata su Rai 2, il lunedì).

DICE DI SÉ: “Di mio sono una matta, mi butto a capofitto: non mi faccio problemi, non ho paura di fare figuracce, cadere e rialzarmi”. 

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Non ho affatto talento nelle arti diplomatiche, in nessuna forma. Si era capito? Ho molto talento nell’inventarmi delle boiate pazzesche, inteso non come balle ma come cose bizzarre e divertenti.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotata, quale attività sceglieresti?

La prostituzione: perché è redditizia e potrei sempre ricattare degli anziani ricchi. Chiaramente sono ironica!

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Odio. Mi ricorda che sono vecchia. Il giorno del compleanno non è mai stato il mio giorno preferito: lo vivo come lutto totale, per me è triste quanto Natale e Capodanno, che è il momento in cui la gente fa finta di divertirsi e invece si sente infinitamente sola in mezzo agli altri.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango solo se c’è qualcosa che riguarda gli animali: se c’è un cane in pericolo o una roba simile, grondo lacrime.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Sì, conservo molte cose. Tutto tranne le tavole da disegno dei Liceo artistico che mio padre ha deciso di cestinare perché pensava non mi servissero più: un quinquennio buttato via.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Di un buongustaio e di chi mangia carboidrati: mai fidarsi di chi non li mangia. Io mi considero una buongustaia, anche se ci sono giorni in cui esagero con le schifezze e mi prendono i sensi di colpa. Va a periodi, ecco.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Con certezza no. Ho amato e amo molto alcuni amici, per il resto ho molti dubbi.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Delle matte. M’interrogo per ore e ipotizzo che fine possono aver fatto tutte le peggio pazze in cui sono incappata: mi preoccupo non tanto per quello che gli altri possono avergli fatto ma perché sono in balia di loro stesse.

Sai mentire?

Molto male. Se proprio devo sceglie non lo faccio, anche messa alle strette faccio più bella figura a dire la verità.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare. Io sono stata una giocatrice di pallavolo, era una centrale, e mi manca molto. Ma guardo volentieri gli sport in tivù tranne il calcio, che mi annoia a morte, e poi il motociclismo e l’automobilismo: considero quei rumori molesti.

Quando il gioco si fa duro, sei una delle dure che cominciano a giocare?

Assolutamente sì, entro a gamba tesa. Sono una delle ragazze del saloon, di quelle in apparenza calma, che quando scatta la rissa spacca il boccale di birra in testa a qualcuno.

Qual è la tua torta preferita?

La torta Elvezia, una specialità mantovana ipercalorica e strepitosa.

Ti definiresti una buona archivista, rispetto alla tua memoria, o una cattiva archivista?

Un’ottima archivista. Ricordo tutto, non a livello maniacale, ma ho una buonissima memoria. A differenza di molti italiani che ce l’hanno corta soprattutto quando si tratta delle nefandezze e delle miserie di certi politici.

Quest’anno farai viaggi significativi?

A dicembre dovrei andare in Marocco per lavoro.

Sarai più felice in futuro?

Me lo auguro, però è un terno al lotto con me: quando mi pongo un obiettivo, appena mi ci avvicino l’ho già spostato in avanti. È difficile per me essere soddisfatta, perché sono molto esigente. Vorrei essere serena e continuare a fare tutto quello che sto facendo al meglio. Dopo aver seminato tanto, vorrei raccogliere un po’ di soddisfazioni nel lavoro.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

 

 

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