Società

Harry e la notte brava: in mezzo al caos sulla libertà di stampa, emergono i nuovi retroscena

Il tentativo di censurare i tabloid UK fallisce, mentre emergono altri particolari sullo scandalo avvenuto a Las Vegas

Il principe Harry alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

Il principe Harry e la duchessa di Cambridge Kate Middleton alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012 – Credits: Olycom

Pubblicare o non pubblicare: questo è il problema. A rompere per primo gli indugi è il tabloid The Sun, che mette sul proprio giornale le foto del principe Harry nudo a Las Vegas.

A molti sembrerà una questione di lana caprina, visto che le immagini lanciate in esclusiva dal sito TMZ hanno ormai fatto il giro del pianeta. Ma per la stampa britannica la faccenda è maledettamente seria. In attesa di capire se la Palace Press Complaints Commission di Londra accetterà la richiesta di censura pervenuta da Buckingham Palace, nessuna testata aveva osato finora pubblicare gli scatti del nuovo scandalo reale.

Il motivo non risiederebbe tanto nel timore di incappare in guai legali, quanto nella volontà di attenersi a un codice etico autoimposto secondo cui non si usufruisce di foto strappate senza consenso in luoghi privati. Il concetto è spiegato chiaramente da Bob Satchwell, capo del gruppo industriale Society of Editors: "La liberà di stampa è vitale, ma il fatto che tu possa pubblicare qualcosa non significa che tu debba necessariamente farlo".

A cosa è dovuta allora la decisione del Sun? A spiegarlo è il caporedattore stesso, David Dinsmore, che dichiara: “Ci troviamo nella situazione ridicola in cui una foto può essere vista da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo su Internet, ma non può essere vista nel giornale preferito della nazione, letto da 8 milioni di persone ogni giorno”. Via il bavaglio, quindi: “Per noi è una questione di libertà”.

Nel frattempo, com’era lecito attendersi, la bravata del fratellino di William si arricchisce ogni giorno di gustosi particolari. Uno degli ultimi a prendere parola è stato il nuotatore statunitense Ryan Lochte, di ritorno anche lui da Las Vegas, che nello show Today della NBC ha rivelato di aver parzialmente preso parte ai bagordi di Harry.

I due, che non si conoscevano, sono venuti a contatto in un nightclub, ma il fatto curioso è che invece di bersi un drink insieme Lochte sarebbe stato invitato a una gara in piscina. Morale, via i vestiti e tutti in acqua (evidentemente quello dello spogliarello è proprio un vizietto). Il campione di nuoto, che non avrebbe poi partecipato al successivo strip-pool, ha definito il reale “un tipo molto loquace”, insomma “un bonaccione”.

Ma non è tutto: da fonti ben informate arrivano anche i primi spifferi sull’entità della spesa di Harry per i tre giorni di vacanza a ‘Sin City’. Ebbene, tra suite a otto stanze, tavolo per il massaggio, piscina super accessoriata, ascensore privato e quant’altro (non dimentichiamolo, c’è anche il tavolo da biliardo), il conto ammonterebbe a circa 30mila dollari. Chi paga? A quanto pare nessuno, visto che tutto sarebbe stato gentilmente offerto dal miliardario Steve Wynn, proprietario dell’hotel cinque stelle extra lusso in cui si è consumato il fattaccio. A comunicarlo, una fonte interna all’albergo: “Per Harry niente conto, non è nello stile di Wynn. Quando il principe viene a La Vegas è un suo ospite”.

Dulcis in fundo, ecco il risvolto trash: secondo TMZ i Chippendales, il gruppo di spogliarellisti più famoso al mondo, avrebbero apprezzato talmente tanto la performance del secondogenito di Carlo, da spingerli a offrirgli un lavoro sul palco. Come dire, la prossima volta a Las Vegas non sarà solo gratis, ma potrebbe essere anche ben retribuita.

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