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Tom Cruise, causa da 50 milioni contro i tabloid

L'attore si scaglia contro Life & Style e In Touch, colpevoli di averlo accusato di abbandono della figlia Suri – Le coppie Vip scoppiate nel 2012

New York, 17 luglio 2012: Tom Cruise insieme alla figlia Suri – Credits: Mehdi Taamallah/AFP/GettyImages

Brutta giornata per i magazine Life & Style e In Touch, perché Tom Cruise ha intentato loro una causa per diffamazione e invasione della privacy. Chiede 50 milioni di dollari come risarcimento per aver sostenuto che aveva abbandonato la figlia Suri.

I fatti risalgono alle settimane successive al 29 giugno 2012, quando Katie Holmes chiede ufficialmente il divorzio e si trasferisce in pianta stabile a New York. I riflettori del gossip puntano immediatamente su Scientology, di cui Tom Cruise è seguace, e sull'ipotesi che il gesto della futura ex moglie fosse dovuto alla volontà di salvaguardare la figlia Suri dall'influenza dell'organizzazione religiosa.

Siccome la bimba sta con la madre, e siccome gli impegni lavorativi del padre lo tengono lontano da New York, il 30 luglio Life & Style esce con un titolo di copertina esplosivo: "Suri in lacrime, abbandonata dal padre". Qualche tempo dopo, il 1° ottobre, In Touch torna sull'argomento mettendo in copertina una foto di Suri con sopra la scritta: "Abbandonata da papà". Passa qualche mese ed ecco la contromossa del diretto interessato: coinvolgimento del tribunale e richiesta di risarcimento milionaria.

Secondo le parole dell'avvocato di Tom Cruise, Bert Fields: "Tom è un padre pieno di attenzioni, che ama Suri e la considera una parte vitale della sua esistenza. Sostenere che l'abbia abbandonata è una bugia feroce. Farlo con titoli violenti e con una fotografia di Suri in lacrime è riprovevole. Tom non è un tipo litigioso, che fa causa alla gente ogni due per tre. Ma quando questi squallidi spacciatori di falsità cercano di guadagnare soldi attraverso menzogne disgustose, allora è ovvio che non può stare a guardare".

Citare in giudizio i due magazine significa prendersela con Bauer Publishing, l'editore che possiede entrambe le testate e che dunque è il bersaglio finale dell'affondo di Tom Cruise.
Se il tribunale gli darà ragione, allora potrebbero saltare delle teste, perché 50 milioni sono un sacco di soldi, senza contare le pene non pecuniarie che possono essere comminate in base all'accusa di diffamazione e di violazione della privacy.

Staremo a vedere come evolve la situazione. Intanto, il legale di Tom Cruise fa sapere che, se il suo assistito otterrà i soldi richiesti, li devolverà in beneficenza.

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