"Sono Roberto Cavalli , ma non quello che conoscete voi"

"Roberto è divertente, vibrante, è in grado di prendere ispirazione da qualunque cosa e incorporarla nel suo lavoro. Mi piace il suo essere imprevedibile e la sua prontezza di spirito". Naomi Campbell "Se penso a Roberto Cavalli, penso alla vita, ai colori, alla natura dalla quale lui, con gli occhi di un bambino, cattura le meraviglie e le fa rivivere negli abiti". Mariagrazia Cucinotta"Roberto? Semplice, lui è il mio partner di famiglia, di avventu ra, di creatività, di pensieri, di vita". Eva Cavalli

Antonella Matarrese

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Il solo metodo di scrittura è sorprendente: un’infinita serie di sms digitati nell’arco di circa 4 anni e inviati a se stesso. E per giunta scritti con un unico tipo di cellulare: "Ho comprato tutti i Nokia Communicator che erano in commercio. Li ho usati, consumati, tenuti con me in giro per il mondo, in elicottero, in barca. Con me anche prima di addormentarmi per scrivere i miei appunti, ricordi della mia vita che ho letto e riletto prima di inviarli a me stesso e a pochi amici, perché gli amici, alla fine, sono sempre pochi". Un modo bizzarro per scrivere un’autobiografia, ma l’autore non è certo un uomo banale. Esce nelle librerie italiane Just me! (edizioni Mondadori), opera prima ed egoriferita di Roberto Cavalli, che con questa lunga narrazione regala un ritratto di sé piacevolmente inedito.

Niente storie di feste, di belle donne e notti folli, ma vite private con gente semplice, aneddoti intimi: non ha paura di deludere i fan della sua immagine gold battezzata da champagne millesimato?
"I am the party", lo so. Non oso immaginare che reazione si avrà in Russia quando il libro sarà tradotto. Sì, forse la mia immagine sarà un po’ sciupata. Ma pazienza, sono stufo di far credere che mi drogo, io che non ho mai fumato, di passare le notti in discoteca, quando invece adoro le cene con pochi. Io mi sono sempre inventato tutto perché era quello che la gente voleva da me. È finita, ho capito che è più bello farsi amare da un amico che da migliaia di finti adulatori.

Insomma, un’iniezione di saggezza. Saranno forse i suoi... anni?
Sono orgoglioso di essere della mia generazione. Io ho vissuto la guerra, ho perso mio padre per causa sua. Non rincorro il passato però non credo che vada dimenticato. E poi ho sempre pensato che la mia vita potesse essere un film.

Di chi?
Un bel bianco e nero di Claude Lelouch.

Non ha mai pensato di farsi aiutare a scrivere la sua vita?
Perché, ha trovato la mia scrittura troppo semplice?

Un po’ sì, ma ritengo sia anche la sua forza, perché si legge tutto d’un fiato. Quindi?
In realtà, un tentativo c’è stato: un giornalista spagnolo, che vive a Parigi, per circa un anno ha ascoltato i miei racconti, ma poi quando ha scritto le sue pagine mi sono accorto che non aveva capito niente di me. E così mi sono convinto che dovevo farlo da solo.

Lei lo dedica a tre donne importanti della sua vita, sua sorella e le sue due mogli, ma a chi consiglia di leggerlo?
Ai giovani, perché credano in loro stessi, perché la vita è un gomitolo che devi dipanare da solo. Io non sono mai stato bravo a scuola e per questo mia madre ha sofferto molto, tuttavia sapevo quali erano le mie passioni.

Le è mancata la figura paterna, ma lei è stato un buon padre? 
Ho sempre pensato di non esserlo. I bambini non si devono sentire soli il giorno della recita e io non li ho mai accompagnati, ero troppo preso dal mio lavoro. Ma a sentir loro sono "il miglior babbo del mondo".

Chi ha letto il libro per primo?
Eva, che di notte mi ha mandato un sms: "Fantastico!". Anche se non siamo più una coppia, per me il giudizio di Eva è sempre il più importante. E poi anche mio figlio Daniele, il più severo di tutti, mi ha promosso. Cosa posso volere di più? 

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