Moses Farrow: "Mia sorella Dylan si è inventata lo stupro"

Secondo l'altro figliastro di Woody Allen la ragazza non è mai stata molestata dal regista

Woody Allen – Credits: Gettyimages

Barbara Pepi

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Si fa sempre più complessa la questione legata al presunto stupro ai danni di Dylan Farrow. La figlia adottiva di Woody Allen, lo scorso sabato, in una lettera aperta al New York Times, ha raccontato la sua verità a proposito delle violenze che avrebbe subito a sette anni ad opera del patrigno.

Ha parlato di molestie a lungo perpetrate e di un vero stupro avvenuto in soffitta. Allen ha sempre negato le accuse e, nel 1992, quando si era svolto il processo intentato dalla madre della ragazza ed ex compagna dell'attore, non erano emerse prove che dessero ragione a Dylan al di là di ogni ragionevole dubbio.

Allen ha sempre sostenuto che la figliastra fosse stata fomentata all'odio da parte della madre, Mia Farrow, e che solo per ripicca Dylan si sia inventata di sana pianta la vicenda. A rinforzare la tesi di Woody Allen oggi scende in campo l'altro figlio adottivo, Moses, fratello maggiore di Dylan e Ronan. In un'intervista a People Moses ricorda quanto Mia Farrow fosse ossessionata dalla fine della sua storia con il regista e di quanto abbia tentato di mettere i figli contro il patrigno. "Mia madre - ha dichiarato Moses, oggi trentaseienne - mi spinse insistentemente a odiare mio padre per aver distrutto la famiglia e aver molestato sessualmente mia sorella, e per lei io l’ho odiato per anni; ora capisco che fu un modo vendicativo di fargli pagare il fatto di essersi innamorato di Soon-Yi"

Secondo il ragazzo, quindi, Dylan si sarebbe inventata tutto e secondo lui "È ovvio che Woody non ha molestato mia sorella. Lei gli voleva bene e non vedeva l’ora di vederlo, quando lui veniva a trovarla. Non si è mai nascosta da lui finché nostra madre non è riuscita a creargli attorno un’atmosfera di paura e odio. Il giorno di cui parla Dylan, in casa eravamo in sei o sette. Eravamo tutti in camere aperte e nessuno, né mio padre né mia sorella, era chiuso in una stanza. Mia madre era uscita a fare shopping. Io non so se mia sorella davvero creda di esser stata molestata o se stia cercando di compiacere mia madre. Avere mia madre dalla tua parte era una motivazione molto potente, dato che averla contro era terribile".

In questa trama degna di una pellicola dello stesso Allen si inserisce anche Ronan che difende ancora una volta la sorella dandole ragione su tutti i fronti e la stessa Dylan che a People ha dichiarato: "I miei ricordi sono la verità e sono i miei, ci convivrò per il resto della mia vita, e mia madre non mi ha mai cacciato in testa falsi ricordi".

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