Il terzo grado - Pif

"Mi piacerebbe saper suonare il piano, perché è un po’ come parlare una lingua universale" dice il conduttore

Pif Mtv

Pif – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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NOME: Pierfrancesco Diliberto in arte Pif

CHI E’: conduttore e autore televisivo, regista

COSA FA: in autunno uscirà il suo primo film dal titolo La mafia uccide solo d’estate, di cui è anche protagonista. Nel 2014 andrà in onda su Mtv la sesta serie de Il Testimone ma una piccola preview di tre puntate dovrebbe essere trasmessa già a ottobre.

DICE DI SE’: “La gente pensa: ci è o ci fa? Ma il personaggio pubblico, anche quello più costruito, segue sempre la sua indole. Io facendo Il testimone mi rilasso, non recito. Mi sposto, faccio domande, telecamera a vista, barba lunga, trasandato. Perché io di mattina non connetto. Se ho un servizio alle sei, piazzo la telecamera sul comodino e appena sveglio comincio a riprendermi”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Visto che ci pago l’affitto, direi di avere una discreta indole per quello che è il mondo del video e per un certo modo di fare comunicazione. Non ho affatto talento nel canto e non so suonare nessuno strumento.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Vorrei sapere suonare benissimo il pianoforte: ti fa svoltare la serata e pure i più bruttini finiscono per abbordare se strimpellano un po’ il piano (dice ridendo). Scherzi a parte, dev’essere bellissimo perché suonare è un po’ come saper parlare una lingua universale.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

No, non mi è mai piaciuto. Anche da piccolo lo detestavo e per questo evito di festeggiare: non sopporto l’imbarazzo del momento.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango spesso, ma cerco di non farlo vedere perché sono pudico e mi vergogno un po’.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Non ho né trofei perché non vincevo mai. E non ho pagelle perché a scuola non ho mai brillato troppo.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

In generale nutro qualche sospetto per chi mangia cibo insapore, ma non mi fiderei troppo neppure di un buongustaio. Non valuto la persona da ciò che mangia.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Di tutti e due senza distinguo. Anche perché da bambino ero io lo strambo del gruppo. Ero o probabilmente lo sono ancora anche se giusto un po’ più imborghesito.

Sai mentire?

Lo farei pure ma mi si legge subito in faccia: perciò la mia filosofia è quella di dire sempre la verità, anche se certe volte sarebbe più semplice mentire. Per altro, per uno pigro come me, dire una bugia è parecchio faticoso…soprattutto ricordarsi di averla detta.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Sostanzialmente da guardare. Anche se da poco mi sono avvicinato alla corsa, più per una cosa mentale che fisica: iniziare è stata dura ma più vado avanti più diventa piacevole.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

No, purtroppo no perché non sono competitivo. Anche se poi certe situazioni della vita mi ha costretto ad essere duro.

Qual è la tua torta preferita?

La torta mimosa.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

In generale è una tragedia. Ricordo benissimo certi dettagli, ma alcune macro cose mi sfuggono totalmente.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Sì, sono partito e partirò soprattutto per lavoro. Mi piacerebbe anche andare alle Hawaii ma devo trovare un motivo giusto per realizzare un servizio da quelle parti.

Sarai più felice in futuro?

Una volta, intervistando il porno attore Franco Trentalance gli ho chiesto: “Tu quando giri un film hard godi?”. Lui mi ha risposto che sul momento non gode, due o tre giorni dopo sì. Sinceramente non ho ben capito cosa intendesse dire, però la felicità è un po' così: sul momento non mi accorgo di essere felice, due o tre giorni dopo sì. Dunque, siccome per me è sempre uno stato d'animo legato al domani, penso che in futuro sarò felice.   

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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