Il terzo grado - Matteo Branciamore

"Vorrei avere il carisma di Jim Morrison e la voce di Freddy Mercury" svela l'attore e cantautore

Matteo Branciamore

A metà luglio, l'attore ha ritirato il Premio Charlot 2013 per la fiction I Cesaroni, nella quale interpretava Marco Cesaroni – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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NOME: Matteo Branciamore

CHI E’: attore e cantautore

COSA FA: ha appena vinto il Premio Charlot per la fiction I Cesaroni, nella quale interpretava Marco Cesaroni. E’ stato il Giuda della mini serie italo-americana Barabba su Rai Uno. Il suo ultimo cd, Oro trasparente, è uscito nell’ottobre 2012.

DICE DI SE’: “Come mi ha cambiato la popolarità? 
I miei amici mi dicono ‘sei sempre il solito cretino’: diciamo che non sono cambiato per niente”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

E’ difficile giudicarsi da solo. Direi di avere talento nei rapporti personali: so ascoltare, dote rara perché molti parlano tantissimo, ma pochi ascoltano davvero. Il mio limite invece è la diplomazia: vorrei esserne molto più dotato, invece dico sempre quello che penso.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Poter volare vale come risposta? (dice ridendo). Da appassionato di musica vorrei avere il carisma di Jim Morrison e la voce e la capacità di stare sul palco che aveva Freddy Mercury.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

No, per niente. Anche per questo evito di festeggiare. A meno di feste a sorpresa…

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Dipende. Piango quando una scena mi scatena un’emozione: di solito evito di guardare il film con l’occhio dell’addetto al lavoro, come fanno molti colleghi, perché preferisco abbandonarmi alle suggestioni del regista.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Conserva tutto mia madre…ma le pagelle direi che non brillavano proprio per i bei voti. Quanto ai trofei, dovrei avere ancora qualcosa perché ho giocato a calcio, tennis e nuotato a livello agonistico.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Mi fido di più dei buongustai. Anche se di mio sto attento a ciò che mangio, perché tendo a ingrassare. Però stare a tavola per me è un piacere, è un momento di convivialità e di unione che mi piace molto.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Di tutte le persone che ho conosciuto. Quel tizio che sognava di diventare milionario ci sarà riuscito? Quell’altro l’avranno arrestato? Scherzi a parte, sono curioso delle vite degli altri.

Sai mentire?

Certo, lo faccio per mestiere! Ma nella vita non mi diverte molto perciò evito.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da guardare e da fare. Corro e soprattutto gioco a calcio perché mi piace moltissimo, sin da quando ero un ragazzino, e mi aiuta a scaricare la tensione.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

In generale sono per il quieto vivere e tendo a non imporre il mio pensiero. Ma sono mediamente competitivo e se c’è da giocare non mi tiro indietro: però non mi piacciono quelli che…la competizione è una ragione di vita.

Qual è la tua torta preferita?

Le crostate di frutta, decorate con tanti tipi di frutta diversa. Mi fanno impazzire.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Direi che ho una buona memoria ma non sono un grande archivista. Ho una memoria fotografica perciò alcune cose le ricordo bene, altre molto meno.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Non credo. Mi piacerebbe molto volare lontano dall’Italia perché le altre culture mi attraggono parecchio: sogno un viaggio in India, ma non disdegnerei il Giappone e l’America del Sud.

Sarai più felice in futuro?

Penso sia più importante essere felici ora, sul momento, che pensare a quanto lo si sarà nel futuro. Io sono felice adesso e questo mi basta.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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