Il terzo grado - Luca Capuano

"Nel 2014 vorrei realizzare un sogno: un viaggio in India solo con uno zaino in spalla", racconta l'attore

Luca Capuano

Luca Capuano è uno dei protagonisti principali de Le tre rose di Eva, fiction di Canale 5 campione d'ascolti – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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NOME: LUCA CAPUANO

CHI E’: attore

COSA FA: è uno dei protagonisti principali della fortunata fiction di Canale 5, Le tre rose di Eva 2, dove interpreta Edoardo Monforte. Per diverse stagioni ha recitato nella soap CentoVetrine, che gli ha dato la grande popolarità

DICE DI SE’: “Sono il re dei rompiscatole, perfezionista, esigente con me stesso e gli altri. Come papà non sono indulgente nemmeno sulle sciocchezze”. 

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Ho talento in cucina: ai fornelli me la cavo molto bene e mi piacerebbe fare un corso di cucina per perfezionare la tecnica, ma purtroppo il tempo scarseggia. In quali attività non ho talento? In così tante che non riesco ad individuarne una sola (dice ridendo)

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Invidio moltissimo i musicisti: a me piacerebbe davvero tanto saper suonare il sax.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Lo associo ad un bel momento - il far festa e lo stare in compagnia delle persone che si amano - ma mi imbarazza.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango e non mi dispiace. Nonostante lo ‘sguardo tecnico’, non riesco ad essere freddo e distaccato: l’emozione che si prova al cinema è unica.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

No, tendo a non conservare gli oggetti. Quanto ai trofei sportivi, facendo parte della Nazionale di calcio degli attori ogni tanto mi capita di portare a casa qualche coppa, ma lo faccio soprattutto per mio figlio Matteo: quando arrivo con un trofeo s’inorgoglisce parecchio.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Per fidarmi ho bisogno di andare oltre al dolce. In generale, apprezzo i buongustai e mi piace stare a tavola con chi ama il cibo e apprezza il buon vino: non ne farei una questione legata alla fiducia.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Assolutamente sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Mi chiedo della gente a cui tengo, strambi o normali che siano. E soprattutto perché certe persone a volte spariscano senza una spiegazione, magari dopo anni di forte legame.

Sai mentire?

Se voglio sì. Non sono un bugiardo seriale ma ho parecchia fantasia e, nel caso, la sfrutto a mio favore.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare e guardare ma da commentare poco. Soprattutto nel calcio c’è la tendenza esagerata alla chiacchiera 'da bar'. Io adoro lo sport – faccio calcio, nuoto e corsa – e mi diverto a provare tutto: l’ultima passione è il wakeboard, un mix di sci nautico e snowboard.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Tendenzialmente gioco e mi metto in discussione. Ma non sono iper competitivo: se mi accorgo che non ne vale la pena, mi faccio da parte.

Qual è la tua torta preferita?

Adoro il tiramisù, ma esclusivamente come lo fa mia moglie (Carlotta Lo Greco, anche lei attrice): il suo è persino meglio di quello di un celebre bar di Roma, considerato un’istituzione del tiramisù.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Un buon archivista. Memorizzo molto facilmente, forse per deformazione professionale, e confesso che qualche volta non mi dispiacerebbe staccare la spina e ‘immagazzinare’ meno file.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Spero di riuscire a realizzare un mio vecchio sogno, cioè un viaggio in India possibilmente solo con lo zaino in spalla. Ma ormai l'anno sta finendo e dunque devo aspettare il 2014.

Sarai più felice in futuro?

E’ una domanda che non mi pongo. Preferisco godermi il momento e stare bene adesso: ora sono felice e questo mi basta. 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda Editore)

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