Il terzo grado - Edoardo Sylos Labini

"Combatto soprattutto se c’è bisogno di difendere le mie idee o il mio pensiero" svela l'attore

Edoardo Sylos Labini

– Credits: (Marco Rossi)

Francesco Canino

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NOME: Edoardo Sylos Labini

CHI E’: attore, autore teatrale e produttore

COSA FA: in autunno tornerà in teatro con Gabriele d'Annunzio, tra amori e battaglie, da cui è stato tratto anche un e-book interattivo, con i contributi aggiuntivi di Vittorio Sgarbi, Giordano Bruno Guerri e Alessandro Sallusti.

DICE DI SE’: “Vorrei riuscire a sdoganare il pregiudizio: sono convinto che dietro ogni cattivo ci sia una sfumatura. E poi è più bello fare la parte del cattivo. Il buono lo fai già nella vita”. 

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Direi di avere talento in ciò che faccio: il campo della creazione e della comunicazione sono la mia dimensione. Fare l’attore o essere artista mi riesce bene. Non ho talento, anzi, sono proprio negato nei lavori manuali: anche solo attaccare un quadro per me è un delirio. Mi impegno, ma non ci riesco: mia moglie Luna (Berlusconi, ndr) potrebbe raccontare un sacco di aneddoti sul nostro ultimo trasloco… 

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Mi piacerebbe sapere disegnare bene o essere un bravo architetto.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Non molto. Festeggiare i compleanni mi piace, ma il momento del tanti auguri me lo risparmio volentieri. 

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Dipende. Se il film è fatto bene sì.  Se il film è bruttino, da addetto ai lavori sono abbastanza sgamato ed è difficile che mi lasci andare: piuttosto sto attento ai dettagli e alle sovrastrutture.  

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

A casa dei miei genitori sì. Sono lì da trent’anni assieme ai libri e ai quaderni: fosse per me conserverei sempre tutto, perché gli oggetti fanno parte della nostra storia e della nostra memoria. Sono come dei file che possiamo riaprire in ogni momento.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Per me non è una discriminante. Mi fido di una persona indipendentemente da come o cosa mangia. 

Puoi dire con certezza di aver amato?

Certo! 

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Beh bisognerebbe prima intendersi sul concetto di strano. Ci sono persone cosiddette normali che sono molto più strambe dei cosiddetti strani. In generale mi chiedo che ne è stato delle persone che hanno lasciato un segno nella mia vita e che magari non sento da tempo. 

Sai mentire?

Beh sì. Sennò non potrei fare il mestiere dell’attore. 

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare e da guardare. Sono un patito di calcio e rugby: guardali in tivù mi piace parecchio, invece evito la Formula 1 o i Moto Gp perché mi annoiano da morire. Fare sport secondo me è importate perché forgia il carattere, soprattutto da piccoli, e aiuta a scaricare la tensione. 

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Scendo in campo e gioco perché penso che la competizione, se non diventa patologica, è un valore sano. Combatto soprattutto se c’è bisogno di difendere le mie idee o il mio pensiero. Mi piacerebbe che in questo momento storico, in cui prevalgono il livore e il qualunquismo, tutti fossero più ‘battaglieri’ e pronti a lottare. 

Qual è la tua torta preferita?

La crostata alla frutta. 

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Un buon archivista. Ho un’ottima memoria visiva e ricordo tante cose, anche piccoli dettagli. 

Quest’anno farai viaggi significativi?

Per ora no. Forse a Natale, magari oltre Oceano. 

Sarai più felice in futuro?

Diciamo che sto lavorando per questo. 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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