Il terzo grado - Amaurys Pérez

Intervista al difensore dell’Acquachiara di Napoli e della Nazionale Italiana di Pallanuoto, protagonista di Ballando con le stelle 9

Amaurys Pérez

L'ex pallanuotista Amaurys Pérez – Credits: Ufficio Stampa

Francesco Canino

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NOME: Amaurys Pérez

CHI E’: pallanuotista

COSA FA: gioca in Serie A1 come difensore dell’Acquachiara di Napoli, oltre che nella Nazionale Italiana di Pallanuoto, con cui ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra 2012. Lo scorso anno ha partecipato in coppia con Veera Kinnunen alla nona edizione di Ballando con le stelle - lo show del sabato sera di Rai Uno condotto da Milly Carlucci – classificandosi al secondo posto.

DICE DI SE’: “La mia partecipazione a Ballando? Serve tantissimo e mi spiace che ci sia chi non lo capisce. Serve ad avvicinare i bambini alle piscine, a fare capire che è uno sport bellissimo che insegna lo spirito di gruppo e tanti valori umani”. 

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Ho talento nel relazionarmi con le persone e nel comunicare con gli altri. Non ho per niente talento nel calcio: ci provo ogni tanto, ma sono negato.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Ovviamente il ballo. Dopo Ballando con le stelle mi sono appassionato al mondo della danza e mi piacerebbe frequentare corsi di hip hop e salsa: il ballo ti dà una botta di allegria e divertimento.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Sì, anche se m’imbarazzo facilmente.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango facilmente, perché m’immedesimo con i personaggi, entro nella storia e mi lascio trasportare. Ma mi commuovo anche guardando i cartoni animati con i miei figli (dice ridendo).

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Le pagelle sono a Cuba perché Mamma ha orgogliosamente conservato tutto. Da qualche parte ho ancora le prime medaglie: ho iniziato col nuoto quando avevo cinque anni e a otto con la pallanuoto. Sono ricordi carichi di emozioni e sacrifici.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Confesso di essere un buongustaio e di diffidare di chi sta sempre a dieta o mangia scondito. Per me il cibo è uno dei piaceri più belli della vita, di cui non posso fare a meno. E quando sgarro troppo, mi rimetto subito in riga andando a correre o allenandomi con maggior intensità.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Amo tuttora.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

In generale dei normali. Ma preferisco pensare più spesso alla mia famiglia, che sta a Cuba: a volte c’è un velo di malinconia, perché la distanza si fa sentire.

Sai mentire?

No, perché mi faccio beccare subito. E’ impressionante (ride), ma ne vado fiero perché non mi piacciono i bugiardi.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

(ride) Che domande, da fare! Oltre che da guardare: a me piacere seguire il basket, in particolare l’Nba, e il tennis. Da sportivo vorrei che anche i miei figli facessero sport, non solo per una questione legata al benessere fisico quanto per i valori e l’insegnamento di vita che trasmette.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Certo. Vado matto per le sfide e mi ci butto a capofitto. Mi pare che si sia visto a Ballando con le stelle no (ride)? Ma non è solo "fattore" competizione: è che mi piace molto sentirmi sotto pressione, perché do il meglio di me.

Qual è la tua torta preferita?

La millefoglie. 

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Un buonissimo archivista. Mi ricordo tutto, anche i dettagli apparentemente insignificanti.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Sì. Spero di riuscire ad andare a Cuba con la mia famiglia. Ci tengo molto.

Sarai più felice in futuro?

Non aspetto il futuro per essere felice: guardo con ottimismo assoluto a quello che verrà, ma mi sforzo di essere felice tutti i giorni, nel presente.

 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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