Il terzo grado - Alessandro Cattelan

"Se potessi scegliere di rivivere la vita e decidere cosa fare? Direi sicuramente il calciatore". Passioni, vezzi e curiosità del conduttore del momento

Alessandro Cattelan

Da gennaio il conduttore è on air su Radio DeeJay con Catteland, dal lunedì al venerdì dalle 12 – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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NOME: Alessandro Cattelan

CHI E’: conduttore radiofonico e televisivo, scrittore

COSA FA: da gennaio conduce Catteland su Radio Deejay. Dal 2011 presenta X Factor. Quando vieni a prendermi? (Mondadori) è il suo terzo libro.

DICONO DI LUI: “Volete sapere perché ci siamo ‘fidanzati’? Perché credo che in radio ci debba essere un equilibrio e con Alessandro c’è. E poi, essendo lui un notevole difensore centrale a calcetto, si potrà finalmente ricomporre la squadra della radio: io, per sopraggiunti limiti di età, non gioco più”. (Linus)

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Nel fare televisione: credo sia la cosa che mi viene meglio di tutte. Ho provato anche a fare musica, ma quello è sicuramente il mio punto debole.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Forse il calcio. Ho giocato da giovane, poi ho smesso. Ma se potessi scegliere di rivivere la vita e decidere cosa fare, direi sicuramente il calciatore.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Non ho più fatto feste di compleanno in vita mia dai sei anni in poi.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Piango senza riserve. Soprattutto quando chi ha scritto il film e c’ha messo la musica vuole farmi piangere: sono come il cane di Pavlov, mi basta l’impulso.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

No. Però conservo i ritagli dei giornali di quando giocavo a pallone, con le pagelle e la cronaca della partita. Del lavoro in tivù, invece, ho poco o nulla.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

E’ uguale. Tendenzialmente mi fido di tutti allo stesso modo. Ma chi mangia in modo raffinato forse è un po’ più pericoloso e sgamato.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Sì.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

A volte anche di quelli che non ho conosciuto. Mi chiedo spesso robe tipo: “Chissà adesso Lady Gaga che cosa sta facendo” (dice ridendo). Tendenzialmente però penso di più alla gente normale.

Sai mentire?

Sì. Ma solo se non vengo messo con le spalle al muro.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da fare, senza dubbio.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Di indole si. Se c’è una sfida, mi piace affrontarla. Mi ci butto, però se poi mi accorgo che è una cosa per cui non vale la pena di perdere tempo, faccio un passo indietro senza problemi.

Qual è la tua torta preferita?

Non mangio dolci.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Un buon archivista. E poi ho questa forma di ‘perversione’ strana per cui mi ricordo le cose in base alle partite dell’Inter.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Per ora non so. Ma da poco sono tornato dal Brasile, dove sono stato con la mia compagna e mia figlia, ed è stato proprio un bel viaggio.

Sarai più felice in futuro?

Non lo so. Ogni tanto mi chiedo se sto vivendo la parte più alta della mia vita o se si può ancora migliorare. Mettiamola così: mi sento mediamente felice adesso, per cui non ci penso troppo.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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