Fabrizio Corona latitante. Forse è già a Santo Domingo

Continua la fuga dell'ex re dei paparazzi. Secondo la Procura di Torino sarebbe ancora in Europa, ma qualcuno lo ha avvistato oltreoceano

Fabrizio Corona qualche giorno prima della fuga presso la sede del suo sito Social Channel (Credits: Olycom)

Barbara Massaro

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E' ricercato in tutta Europa Fabrizio Corona. Per l'ex re dei paparazzi, latitante dallo scorso venerdì, è stato disposto il mandato di cattura internazionale. Secondo gli inquirenti della Procura di Torino Corona sarebbe ancora in Europa e sarebbe stato individuato il mezzo col quale Fabrizio sarebbe uscito dall'Italia.

Secondo altri, invece, l'intrepido ricercato sarebbe già a Santo Domingo pronto a costruirsi una nuova vita. Intanto il fratello di Fabrizio, Federico Corona, racconta le ultime ore dell'agente dei fotografi prima del pronunciamento della Cassazione. "Sembrava una serata come tante - scrive Corona Jr. sull'ormai celebre Social Channel - eravamo a cena e Fabrizio teneva banco come al solito, ma nei suoi occhi si leggeva la paura per una condanna così dura".

Nel frattempo, a causa della latitanza, la pena è lievitata a sette anni e dieci mesi ed è stato revocato l'affidamento ai servizi sociali. A parlare del caso Corona oggi è anche l'augusta penna di Vittorio Feltri che, a sopresa, dalle colonne del Giornale, sostiene a spada tratta il fuggitivo scrivendo: "Se mi è concesso, vorrei definirlo con un sostantivo abusato, ma che rende l’idea: sbruffone. Sì, uno sbruffone di talento sprecato, non un delinquente abituale. La condanna a cinque anni di galera è eccessiva, incongrua, come dicono gli avvocati per darsi un po’ di arie. Il reato che gli hanno attribuito fa effetto: estorsione, una specie di rapina a mano armata. In realtà è una faccenda di fotografie malandrine lecitamente scattate con la solita tecnica da rubagalline".

Aggiunge poi Feltri: "Avendo diretto per la Rizzoli un settimanale, L’Europeo, so come funzionano certi meccanismi. Il paparazzo segue un personaggio e, se lo coglie in flagranza di peccato con una ragazza 'clandestina' o, meglio, 'avventizia', lo inchioda con un’istantanea. La quale istantanea fa ovviamente gola ai giornali gossipari, pronti a ben pagarla. Altrettanto pronto a ben pagarla è il personaggio in questione: per evitare grane in famiglia, sempre odiose o almeno fastidiose. Il fotografo a questo punto ha due opportunità: vendere il prodotto del proprio lavoraccio a un rotocalco o direttamente al bischero beccato in fallo. L’affare si conclude con chi offre di più. Mi rendo conto: il giochetto è ai limiti della liceità e talora li supera. Però siamo nel campo delle consuetudini, nulla di particolarmente scandaloso."

E poi l'affondo: "A volte, se tra le guardie e i ladri si preferiscono i secondi, un motivo c’è".

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