Fabrizio Corona estradato. Sarà condotto al carcere di Busto Arsizio

L'ex re dei paparazzi continua a parlare di sentenza ingiusta e annuncia battaglia - La verità di Corona - Vita da paparazzo

Fabrizio Corona prima di essere condotto in aereo verso l'Italia (Credits: Olycom)

Andrea Lallo

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"Siamo in un paese governato da delinquenti e io vado in carcere" Sono queste le ultime parole pronunciate da Fabrizio Corona prima che dal Tribunale di Lisbona l'ex re dei paparazzi fosse portato in aeroporto dove, con un biglietto di sola andata, raggiungerà Malpensa alle ore 17.00 per essere trasferito al carcere di Busto Arsizio già nella serata di oggi, anniversario della morte di suo padre Vittorio.

Corona, come di consueto, davanti a microfoni e telecamere ha arringato la folla parlando alla stampa di una sentenza definita 'ingiusta' e ha sottolineato il numero di persone che si sono arricchite con i suoi scoop durante la sua attività.

"Per 13 anni - ha sbottato - ho condotto un'azienda con trenta persone. Ho sempre fatto il mio lavoro e non ho mai commesso un reato. Querelerò chiunque mi dica che sono un delinquente o scriva che ho pianto. Io non ho mai versato una lacrima e non ho paura".

Intanto emergono le ragioni della resa dell'uomo. Fabrizio aveva contattato dall'Italia la famiglia Carvalho, ricchi industriali di Cascais amici di Corona. Il figlio, Lorenzo, aveva promesso all'agente dei fotografi una fuga sicura verso il Sud America a bordo del suo yacht.

La polizia, però, in poco tempo ha individuato l'aggancio di Corona e ha spiegato ai Carvalho che proteggere un latitante non sarebbe stato opportuno. Tramontata la via sudamericana a Fabrizio Corona non è rimasto che alzare bandiera bianca e consegnarsi alle forze dell'ordine.

La sua speranza era, forse, quella di finire in prigione in Portogallo dove, complice un maggiore anonimato, avrebbe avuto vita più serena. L'estradizione è stata, però, decisa senza esitazione da parte del Tribunale di Lisbona e l'ex signore del triangolo Corso Como - Monforte - Garibaldi dovrà trascorrere i prossimi sette anni nelle patrie galere.

Il combattivo agente, comunque,  non è intenzionato ad uscire di scena e ha fatto sapere che darà notizie di sè e lotterà anche da dietro le sbarre.

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