Gossip

Dagospia: spettegolare significa guadagnare

D’Agostino rivoluziona il suo sito per fare posto alla pubblicità. Perhé l’informazione gossippara è sempre più business

Gianni Boncompagni

Lucia Scajola

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"Il gossip online rende, anche se in Italia siamo all'età della pietra, perché le aziende non hanno ancora ben compreso il valore di internet". A dirlo è Roberto D'Agostino, uno che della materia (che lui chiama "controinformazione") ha fatto il suo lavoro principale.

Il sito da lui fondato, Dagospia.com, nato nel 2000 come un blog personale, oltre ad avergli regalato il titolo di principe del pettegolezzo italiano, quello alto, comincerà a fargli guadagnare anche un po' di quattrini. Da metà novembre, infatti, "la finestra sul porcile" (così l'ha definita), con la quale ammette di campare senza essere diventato ricco, cambierà look per fare largo, ebbene sì, alla pubblicità. Lo spazio a disposizione degli annunci verrà triplicato e le 30 notizie oggi presenti su una pagina saranno distribuite su tre.

Artefice dell'operazione la concessionaria di pubblicità della Tiscali: "Dal punto di vista pubblicitario Dagospia è un prodotto molto interessante" sostiene Davide Mondo, direttore commerciale del gruppo. "Tratta non solo di gossip, ma di finanza e politica, che attirano un target molto qualificato, oltre che numericamente significativo: più di 600 mila utenti unici al mese". Ecco perché agli investitori fa gola. "Fino a oggi è stato sottoutilizzato dal punto di vista economico. Credo che la nuova pianificazione potrà fruttare parecchie centinaia di migliaia di euro all'anno". "Anche se" ammette Dago "la cosa che mi interessa è crearmi un fondo rischi per le spese legali".

Ma come si può far fruttare un blog? "L'importante è attirare l'attenzione: chiunque sviluppi del traffico incassa" spiegano alla Tiscali. "Le rendite arrivano dalla pubblicità: più si è credibili, più sono alte". Per guadagnare, anche senza rivolgersi a concessionarie, la soluzione più comoda è Google AdSense: il servizio del motore di ricerca che pubblica sulle pagine di chiunque lo richieda spot inerenti l'argomento trattato. "Più contatti hai, più guadagni" semplifica Selvaggia Lucarelli, ideatrice dell'omonimo blog, "e più c'è gossip più aumentano i clic. I miei record? Quando ho pubblicato il video sexy di Britney Spears e la prima giarrettiera a vista di Michela Brambilla. Ogni mese, solo grazie ad AdSense, incasso almeno 600 dollari".

Pochini, comunque, rispetto al mercato americano dove, secondo una ricerca condotta dall'Università del Texas con la società Chitika, i blogger più ricchi guadagnano 100 milioni di dollari l'anno: il sito newyorkese Gawker.com, bibbia e terrore della Manhattan pettegola, di pubblicità arriva a fatturare fino a 2 milioni di dollari l'anno.

Anche in Italia, però, il mercato sta iniziando a muoversi: la quota raggiunta di 21 milioni di utenti attivi e la crescita della pubblicità online del 40 per cento annuo dicono che internet sta diventando redditizio. "Più siamo, meglio è per tutti" commenta D'Agostino. "Ben vengano altri cento siti come Dagospia che portano persone sul web". Tra questi c'è Gossipnews.it, leader del pettegolezzo in rete. La storia è la stessa: poche spese iniziali, guadagni sul lungo periodo. "Ho iniziato da sola con il mio computer" racconta Paola Porta, direttrice del quotidiano online. "Oggi, tra la vendita dei nostri contenuti ad altre testate e la pubblicità, entrano ogni mese diverse decine di migliaia di euro. Il valore del mio sito? Non lo venderei per meno di 3 milioni di euro".

Anche le soft news hanno il loro peso.

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