Angelina Jolie, l'angelo delle bambine di Kabul

Inaugurata a Kabul la scuola finanziata dall'attrice

Angelina Jolie a Kabul (Credits: Gettyimages)

Barbara Pepi

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Ha finalmente aperto la scuola femminile finanziata da Angelina Jolie a Kabul.

L'attrice, da sempre in prima linea nei diritti per l'infanzia, si è spesa in ogni modo per garantire una formazione adeguata alle bambine afgane, spesso lasciate a casa e costrette a diventare adulte prima del tempo senza avere diritto ad un minimo di istruzione.

Ange si è recata più volte in Afghanistan negli ultimi mesi per curare da vicino il progetto. L'inaugurazione della struttura è stata possibile grazie ai ricavi della vendita dei gioielli della linea Style of Jolie, creata dalla Signora Pitt proprio per finanziare le diverse iniziative benefiche che l'attrice cura nelle parti più sfortunate del mondo e i gioielli sono nati grazie alla collaborazione con il gioielliere delle star Robert Procop.

"Oltre alla soddisfazione artistica di aver disegnato questi monili - ha dichiarato Angelina, che è anche ambasciatrice dell'Unhcr - siamo felici di sapere che il nostro lavoro sta servendo ai piccoli in difficoltà".

L'impegno di Angelina Jolie è costante da molti anni. Nel 2002, prima ancora di conoscere il suo attuale compagno Brad Pitt, Ange aveva adottato il suo primo figlio, un bimbo cambogiano di nome Chivan Maddox. L'attrice lo aveva trovato in un orfanotrofio durante le riprese della pellicola Lara Croft e aveva deciso, dopo una serie di viaggi, di portarlo con sè nella sua dimora hollywoodiana.

Nel 2005, poi, aveva adottato una bambina etiope abbandonata dalla madre, Zahara Marley. Zahara era ospitata al Wide Horizons for Children un orfanotrofio di Addis Abeba la piccola al suo arrivo negli Stati Uniti è stata ricoverata in ospedale per disidratazione e malnutrizione.

Oltre a questo nel 2008, quando lei e Brad Pitt avevano avuto i due gemelli  Knox Léon Jolie-Pitt e Vivienne Marcheline Jolie-Pitt, la coppia aveva deciso di vendere le prime foto dei bambini in esclusiva a Vanity Fair America e  il ricavato era andato a finanziare altre iniziative benefiche in giro per il mondo. Quando si dice... Gossip a fin di bene

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