Società

Una gita a Prato: cosa vedere

Un posto magico, pieno di arte, cultura, cucina, tradizione, stranamente fuori dai grandi giri del turismo

Prato

Federico Minghi

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Non ho mai capito perché Prato (e in parte anche Pistoia) siano fuori dai flussi turistici più importanti, quando si tratta di due città che fanno emergere tratti distintivi e unici, capaci di rivaleggiare degnamente con Lucca, Pisa o Siena.
Forse è la vicinanza con Firenze, forse è il grandissimo ingegno dei pratesi, che li ha sempre visti nella storia dedicarsi agli affari, al “business”, prima che alla conservazione e all’esaltazione delle proprie bellezze, ma ad ogni modo Prato è una meta che merita tutta la tua attenzione.

Prato è una città anomala, ricca di storia, costruita intorno a un centro storico di reale pregio, capace di scorci unici sul camminamento lungo il Bisenzio e di prodotti artigianali originali, che hanno scritto la storia della Toscana. Basti pensare ai biscotti del Biscottificio Mattei, una delle ricette più antiche e tradizionali toscane (ma attenzione, sembrano “cantucci”, ma non solo, differiscono nel taglio in diagonale e in alcuni ingredienti). I biscotti di Prato (così si chiamano!) sono comunque i primi ad aver adottato le mandorle (ma alcuni dicono sia stata una invenzione di Caterina de’ Medici).

Restando in tema di dolci e di cucina, non puoi certo farti mancare una “bozza pratese” (il famoso pane sciocco cittadino) e la “Fedora”, la tipica e autentica pasta da colazione di qui. A pochi passi dal biscottificio Mattei troverete "Caffè Buonamici (Via Bettino Ricasoli, 3/5), assaggiate le loro paste e accompagnatele con un ottimo cappuccino cremoso! Mettetevi comodi e godete la posizione centrale, è semplicemente magnifico assistere da qui alla vita cittadina.

Passeggiare per il centro di Prato è sempre un piacere inedito, perché questa città si lascia scoprire lentamente, non si esalta, devi conoscerla piano piano, quasi corteggiarla.
Ed è così che incontri alcune bellissime case torri (in via Mazzoni, via dell’Accademia e Vicolo Nardi), testimonianza dell’epoca comunale, quando ancora la popolazione non viveva sotto il dominio Mediceo.
Obbligo assoluto per una visita di un giorno sono il Duomo, con il prestigioso pulpito di Donatello e Michelozzo e il Palazzo Pretorio (tel. 0574 193 4996), sede anche di un museo pregevole, ed infine il magnifico Castello dell’Imperatore (Piazza Santa Maria delle Carceri), visitabile gratuitamente, che lascerà tutti a bocca aperta. Conoscete un’altra città toscana che nel suo cuore ha un castello così grande e ben conservato?

Ora di pranzo! Ciò che mi piace di questa città è la sua capacità di passare in continuazione e senza soluzione di continuità dalla tradizione alla massima contemporaneità, dal locale all’esotico.
La città di Prato, infatti, ospita una delle più grandi comunità cinesi d’Europa, la seconda italiana. Pochi dati per far comprendere le dimensioni di questo straordinario fenomeno: su una popolazione di 200mila persone, gli immigrati di origine cinese sono ben 15mila e quasi 5000 le aziende che appartengono a un titolare di origine cinese.

Esatto, ci stiamo dirigendo nella Chinatown pratese, un luogo affascinante, se non ci si aspetta il solito quartiere acchiappa-turisti: qui le persone lavorano davvero e lentamente si sta assistendo a un processo di integrazione emblematico. Niente souvenir, quindi, ma una vera immersione in un fenomeno unico al mondo, cominciando dalla tavola.

Abbiamo prenotato un tavolo al Summer Palace Restaurant, un ristorante che serve i piatti autentici della cucina del Sichuan. In parole povere: scordatevi i soliti involtini primavera e riso alla cantonese e confrontatevi con portate davvero entusiasmanti sotto tutti gli aspetti, dal sapore alla presentazione.
Io ho provato anche ad assaggiare la hot pot. Alcuni la chiamano anche “fondue chinoise”, perché è una vera e propria “fonduta alla cinese”, un piatto della cucina povera del Sichuan che si rivela davvero ottimo. Al tavolo vengono portati gli ingredienti crudi, che i commensali poi devono far cuocere all’interno di una tipologia di brodo a scelta (di pesce, più o meno piccante, vegetariano, etc.).
Semplicemente delizioso, come del resto anche alcuni piccoli assaggi che ho assaporato tra verdure e specialità di pesce.

Uscendo dal ristorante, se sei un appassionato di cibo, cucina e usi e costumi orientali, puoi anche fare alcuni acquisti presso un supermarket davvero interessante, Union City Superstore. Tra noodles, snack, grappa alla prugna e radici di loto (congelate), troverai molti prodotti capaci di incuriosirvi.

E adesso un salto nel futuro: il Centro per l’Arte Contemporanea Pecci. Eccola qui la Prato incredibile, sempre pronta a dare suggestioni del passato, unendole a tratti del futuro: il Museo Pecci è una tappa obbligata se si è appassionati di arte (e arte contemporanea), ma non solo è anche luogo fondamentale se si vuole comprendere e conoscere meglio il tempo presente e i suoi più vicini sviluppi.
Gli artisti da sempre guidano la riflessione, con sguardi molto spesso rivelatori e illuminanti: lasciati ispirare!

Prima di lasciare la città ti consiglio di fare due passi lungo il Bisenzio, esiste un percorso che si snoda verso nord, costeggiando parchi e che rende accessibile in alcuni tratti anche il greto del fiume. Se ami la bicicletta, puoi divertirti con la piacevole pista ciclabile Gino Bartali. Sull’altro argine la passeggiata assume piano piano contorni sempre più naturali e di campagna, siamo sul versante della Calvana ed è addirittura possibile incontrare una fattoria con tanto di pecore, agnellini e orti coltivati con cura e passione.

Prato resta una delle mie mete preferite in Toscana, perché mi lascia ogni volta con l’idea di aver appreso qualcosa di nuovo, è uno di quei luoghi che mi sorprende ogni volta di più.
Per cui stanne certo, tornerò a parlarne, per svelarti altri luoghi incredibili e imperdibili!

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