Fategli fare un film a Schettino
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Fategli fare un film a Schettino
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Fategli fare un film a Schettino

L'ultimo colpo di scena nella veste di docente ha rivelato per l'ennesima volta la sfacciataggine di un personaggio che sarebbe il perfetto protagonista di un film trash

“Se affondi una nave ti fanno professore” è il succo della notizia che da ieri mattina sta facendo il giro del web: Schettino invitato a tenere una Lectio magistralis (o quel che è, poco importa) alla Sapienza di Roma.

Che all’ex Comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, simbolo del malcostume, dell’incompetenza e della codardia del Paese, accusato di omicidio colposo plurimo e abbandono di transatlantico dopo averne causato il naufragio si affidi la lezione finale del master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense della facoltà di Medicina della Sapienza non può che destare malumori e clamore mediatico.

E le sue parole, riportate in modo che appiano eccessive e trionfanti anche se sono parole normali, non sembrano aiutare a distendere il clima: "Sono stato chiamato perché sono un esperto”, “So come ci si comporta in casi del genere” eccetera, eccetera.

La ciliegina sulla torta è: “Alla fine ho avuto anche un riconoscimento accademico per questa mia presenza", cioè un diploma dall’ateneo.

Non conosco nel dettaglio la vicenda della Costa Concordia. La sua colpevolezza o innocenza l’appureranno i giudici, non i giornalisti, non i lettori (anche se, fossi in lui, forse avrei più fiducia nella capacità di giudizio di una ciurma di pirati somali) ma insomma, sono arciconvinto che le sue responsabilità siano limitate e da condividere con chi gli ha dato in mano la nave e ha tollerato e incoraggiato per anni gli esibizionismi di cui sappiamo.

Ad ogni modo, il fulcro della sua lezione verteva sulla Gestione del controllo del panico.

E su questo argomento è evidente che la sua testimonianza è più che interessante. Da un punto di vista prettamente didattico credo sia stato un gran colpo, e una bella esperienza per gli studenti.

Ma, anche se la reazione mediatica era prevedibile, dominata da quel livore scandalistico facilone che fa vendere copie e guadagnare visualizzazioni, c’è da dire che proprio perché prevedibile è ampiamente giustificata. Ci sono dei morti. Parecchi, anche. C’è un uomo che è diventato il simbolo del (supposto) naufragio del Paese.

C’è un popolo rumoreggiante che non aspetta altro che un capro espiatorio. E ci sono tragedie personali vere di cui è doveroso avere assoluto rispetto. Come può sembrare opportuno, ai responsabili della didattica, anche se in nome della didattica stessa, tributargli un simile onore?

Come possono essere tanto ciechi e burocrati, credendo di agire in nome dell’obiettività, da non accorgersi che ci sono necessariamente considerazioni “politiche” di cui tener conto, e quindi scelte da non scegliere perché l’obiettività, su certe cose, sta a zero come le chiacchiere?

Detto questo, inutile recriminare, ormai è andata. Ci subiremo un altro po’ di retorica stile “Solo in Italia”, buona per far scrollare la testa agli scrollatori professionisti e morta lì.

La mia proposta è però un’altra. Invece che alla facoltà di medicina perché non invitarlo al centro sperimentale di cinematografia di Roma?

Se su Schettino-comandante non ho giudizi da dare perché non saprei valutare, e neanche sullo Schettino-uomo, visto che non lo conosco e non essendomi mai trovato in una situazione analoga alla sua mi astengo dal giudicare perché non so assolutamente se sarei stato più eroico, o anche solo un po’ meno codardo (mi piace pensare di sì), su Schettino-personaggio penso il meglio possibile.

Da un punto di vista cinematografico (che mi sembra quasi sempre l’unico interessante da valutare) Schettino batte De Falco 100 a zero. Un uomo così farsesco, goffo, miserabile. E, allo stesso tempo, gaudente, simpatico, astuto.

L’essere umano che mi desta la più grande fascinazione.

Se solo lui fosse, invece che un capitano di navi, un regista, sceneggiatore, produttore, attore, il cinema italiano sarebbe salvo.

Altro che scemenze psicosociali e commediole insipide infarcite di sketch demenziali!

Il film della Concordia di e con Francesco Schettino sarebbe un capolavoro. Trash, epico, drammatico, divertente, immortale. Se solo mi prendesse come co-sceneggiatore sarei l’uomo più felice del mondo. Stiamo parlando di un’opera che entrerebbe nella storia del cinema con una prepotenza assoluta, forse giusto una tacca sotto Titanic (ma, per come me lo immagino, da un punto di vista critico, molto più rilevante).

Diamogli il Centro Sperimentale in mano e vedrete cosa saprà fare.

A testimonianza del suo grande talento, uno dei dialoghi più belli che siamo mai stati scritti (o in questo caso trascritti) da queste parti. Special guest: Dimitri, comandante in seconda che mi immagino sul gommone accanto a lui durante la telefonata con De Falco, intento a implorare in silenzio e con ampi gesti Schettino di non fare la spia sul suo conto. Cosa che, puntualmente, il meraviglioso Schettino fa. Parola chiave: bigaccina.

Schettino: “Allora comandà in questo momento la nave è inclinata”.
De Falco: “Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla bigaccina di prua. Lei quella bigaccina la percorra in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone, cosa hanno a bordo, chiaro? mi dice se ci sono donne, bambini o persone bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie, è chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto veramente molto male, le faccio passare dei guai. Vada a bordo”.
Schettino: “Comandante per cortesia”.
De Falco: “No per cortesia ora lei prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo”.
Schettino: “Io sto andando con la barca dei soccorsi, sto qua non sto andando da nessuna parte, sto qua”.
De Falco: “Che sta facendo comandante?”.
Schettino: “Sto qua per coordinare i soccorsi”.
De Falco: “Cosa sta coordinando lì? Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo”.
De Falco :”Lei si rifiuta? Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante? Mi dica il motivo per cui non ci va”.
Schettino: ” No non mi sto rifiutando, non ci sto andando perchè c’è l’altra (incomprensibile) che ci sta andando”.
De Falco: “Vada a bordo! E’ un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni, lei ha dichiarato l’abbandono della nave, adesso comando io, vada a bordo, è chiaro? Non mi sente? Mi chiami direttamente da bordo, c’è il mio aereosoccorritore lì”.
Schettino: “Dov’è il suo soccorritore?”
De Falco: “Il mio soccorritore è a prua. Ci sono già dei cadaveri Schettino, avanti”.
Schettino: “Quanti sono?”.
De Falco: “Non lo so, non lo so. Dovrebbe dirmelo lei, Cristo”.
Schettino agitato ribatte “Comandante ma si rende conto che è buio e che da qua non vediamo niente”.

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