Fashion dame della moda. Cambio di rotta, il circo è finito

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Cesare Cunaccia

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La doyenne (divina) Suzy Menkes, da decenni osservatore attento di quello che si definisce «fashion circus», ha elogiato in un recente articolo lo stile raccolto e compunto, quasi professorale, di tre signore della moda francese: Virginie Mouzat di Vogue Paris, Emmanuelle Alt e Ludivine Poiblanc. Delle tre dame, invero sempre piuttosto accigliate, e apparentemente gravide di pensieri, in tempi in cui l’orgia fotografica e bloggistica ha raggiunto vertici di imbarazzante ridicolo, in giro per sfilate si parla un gran bene. Perché? Ma proprio per il loro sdegnoso distaccarsi dalle pirotecniche performance aldomovariane tanto in voga, che nemmeno la nostra Moira Orfei o la più esagerata delle drag queen. Che differenza con l’italiana Anna Dello Russo, che non perde occasione di ostentare (in verità con una certa ironia) il suo look, o con le socialite russe, ormai vittime della propria immagine, tanto da dover fotografare e pubblicare su Instagram ogni abito che indossano (in una giornata se ne possono contare anche cinque o sei).

Contenute e molto "Frenchintello", un vago retrogusto neoesistenzialista, fragranze Nouvelle vague e golfini neri buttati lì con somma noncuranza, eh sì, un po’ à la Truffaut, il trio di eroine del richiamo all’ordine e dell’austerità estetica rischia finalmente di invertire la tendenza carnascialesca che ha afflitto i parterre internazionali della moda negli ultimi anni.

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