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Emma Watson: la fama è una maledizione

L’attrice è l’ultima di una serie mini-star oppresse dal successo, come Macaulay Culkin, Drew Barrymore, Lindsay Lohan e River Phoenix

Emma Watson

Nella foto: Emma Watson alla premiere del film 'Marilyn' – Credits: Olycom

La vita delle giovani star di Hollywood sembra un paradiso, ma può nascondere un inferno. L'ultimo grido d'allarme è quello lanciato da Emma Watson, che mette in evidenza i lati negativi della sua condizione anche se per fortuna è lontana dagli abissi di altre travagliate star adolescenti: per esempio Macaulay Culkin, Drew Barrymore, Lindsay Lohan e il compianto River Phoenix.

È cosa nota che il successo porta con sé numerosi effetti collaterali, soprattutto se sei ancora giovane (a volte giovanissimo) e vorresti goderti una giornata in santa pace come qualsiasi altro coetaneo, senza essere assalito da fan assillanti, paparazzi dal flash facile, giornalisti che ti alitano sul collo. L’ultimo SOS arriva da Emma Watson, la celebre Hermione Granger della saga di Harry Potter, oggi splendida ventiduenne che sulle pagine del periodico T, lo style magazine del New York Times, dichiara allarmata: “Sono troppo famosa per farmi vedere in pubblico”.

La Watson è sulla cresta dell’onda dal 2001, quando, alla tenera età di 11 anni, compare sugli schermi di Harry Potter e la pietra filosofale in compagnia di altre due future super stelline Daniel Radcliffe (il maghetto Harry) e Rupert Grint (l’impacciato Ron Weasley). Ma qual è il prezzo da pagare per una precoce notorietà? A spiegarlo è la stessa attrice britannica: “Se andassi in un posto movimentato, non potrei resistere molto a lungo. Non posso andare in un museo, lì durerei non più di 10-15 minuti”. La difficoltà maggiore consiste nel porre un freno all’invadenza degli ammiratori: “Quando concedi una foto a una persona, poi subito ne arriva un’altra, e poi un’altra ancora, in una sorta di effetto domino, fino a quando la situazione non diventa assolutamente fuori controllo”.

Il malcontento di Emma Watson non rappresenta certo un caso isolato. Seppur con sfumature differenti, le cronache ci hanno spesso raccontato di enfant prodige sopraffatti dal peso della popolarità e del denaro. Teenager per cui la fama ha coinciso con un’adolescenza rubata, dovendo magari anche fare i conti con genitori ingordi, manager spietati e innumerevoli incidenti di percorso (alcol, droghe e chi più ne ha più ne metta). Riviviamo insieme alcune di queste storie.

Macaulay Culkin
Nel 1990 il film Mamma, ho perso l’aereo consacra il giovane Mac (età 10 anni) come il piccolo attore più ricco e famoso di Hollywood. Seguono altre pellicole, svariati riconoscimenti e una chiacchierata amicizia con Michael Jackson. Dopo solo 4 anni il ritiro dalle scene e l'inizio dei guai: dopo che il padre (Christopher "Kit" Culkin, anch’egli ex bambino prodigio) sperpera tutto il patrimonio guadagnato dal ragazzo, inizia a battaglia legale tra i genitori per aggiudicarsene la custodia. Quando Macaulay Culkin torna al lavoro, nel 2004, il suo curriculum è ormai più che altro zeppo di disavventure extra-cinematografiche: un matrimonio fallito, un arresto per detenzione di marijuana e di medicine senza prescrizione medica, un rapporto di stretta dipendenza dalle droghe che ultimamente ha fatto temere il peggio.

Drew Barrymore
La carriera della Barrymore inizia all'età di 3 anni con il film TV Suddenly, ma la ribalta giunge quattro anni dopo (è il 1982) con il cult E.T. L’infanzia della Barrymore è una sorta di galleria degli orrori: beve alcolici a 9 anni, fuma marijuana a 10 e sniffa cocaina a 12. Si disintossicherà, ma ciononostante negli anni Novanta diventa per l’opinione pubblica il prototipo della ragazza sexy e disturbata. La leggenda vuole che nel 1995, dopo aver posato nuda per Playboy, il suo padrino Steven Spielberg le regalò una copia della rivista ritoccata, accompagnata da un biglietto alquanto inequivocabile: “Copriti”. La storia, come noto, ha il lieto fine, perché oggi la Barrymore, oltre ad essere un’attrice di successo, ha anche messo la testa a posto.

River Phoenix
Classe 1970, fu considerato dalla critica fra gli attori i più promettenti della sua generazione. Figlio di una coppia hippie e ultimo di quattro fratelli (tutti con un futuro nel cinema), River è cresciuto in povertà, facendosi notare grazie agli spettacoli di strada allestiti per sbarcare il lunario. La celebrità arriva a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quando colleziona interpretazioni in film come Stand by Me, Mosquito Coast, Indiana Jones e l'ultima crociata, Belli e dannati. La morte arriva tragica e inaspettata in seguito a un'overdose di speedball, nella notte di Halloween del 1993, lasciando totalmente interdetti tutti coloro che vedevano in lui la nuova stella del cinema americano.

Lindsay Lohan
Ecco un’altra eccellente bad girl. Anche per lei l’esordio sotto i riflettori arriva prestissimo: a 3 anni inizia a calcare i primi passi come modella per Ford Models e per Calvin Klein Kids. A 10 anni il debutto come attrice: prima la soap opera Destini e due anni dopo (1998) il grande schermo con il film Genitori in trappola. Nonostante il carattere turbolento, seguono i successi con la Disney (tra cui Quel pazzo venerdì e Herbie - Il super Maggiolino), buoni riscontri da parte della critica e, giusto per non farsi mancare niente, due album musicali. Dal 2007, però, tutto sembra girare storto: incidenti d’auto, arresti per guida in stato d’ebbrezza, detenzione di droghe, abuso di alcol, il tutto condito con processi e condanne annesse (l’ultima il 2 novembre 2011: 30 giorni di carcere per non aver rispettato gli obblighi previsti dalla condanna relativa al furto di una collana). E la carriera di attrice? Detto in modo generoso, tende ad arrancare.

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