Elogio della pigrizia, ovvero quanto la pennichella fa bene

Secondo una ricerca dell'Università di Stanford, il riposino pomeridiano e frequenti (brevi) vacanze aumentano la prpduttività in ufficio

Dornire dopo pranzo o fare brevi, ma frequenti vacanze migliora la produttività: a dirlo i risultati di una ricerca americana. Credits: Getty Images.

Eleonora Lorusso

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I più pigri possono stare tranquilli: d'ora in poi potranno concedersi qualche pennichella pomeridiana in più, senza dover fare i conti con la propria coscienza o con il capo, che si lamenta dei risultati sul lavoro. Secondo un recente studio dell'Università di Stanford, negli Stati Uniti, infatti, la siesta al pomeriggio aumenta la produttività.

Non solo. Sfatando alcune tendenze più recenti, secondo le quali non è la quantità ma la qualità del sonno a fare la differenza, la dottoressa Cheri Mah, ha condotto alcuni test che provano come dormire a lungo di notte porti a migliorare notevolmente le prroprie performance, sia fisiche che mentali. La studiosa ha sottoposto alcuni giocatori di basket a ritmi differenti durante il giorno e a quantità di riposo diverse. Il risultato è che gli atleti che dormivano 10 ore a notte e quelli che riuscivano a fare un sonnellino dopo pranzo, in campo rendevano molto di più.

Lo stesso risultato si otterrebbe anche in coloro che svolgono lavori d'ufficio o più sedentari, ma che richiedono massima concentrazione, come i piloti d'aereo. In questo caso, dormire anche solo 40 minuti, che equivalgono a 19 di sonno effettivo, riduce i tempi di reazione e migliora lo stato di vigilanza dei soggetti. Naturalmente, più si allunga il tempo dedicato alla pennichella, maggiori sono i benefici, fino ad arrivare a 60-90 minuti dedicati al riposino, che secondo lo studio americano equivalgono ad una dormita notturna di 8 ore.

Infine, dopo aver smentito il vecchio adagio che "Chi dorme non piglia pesci", lo studio americano è arrivato anche a sottolineare i vantaggi di rendimento per coloro che riescono a ritagliarsi spazi per brevi, ma frequenti vacanze nel corso dell'anno. Il principio sarebbe lo stesso: prendersi una pausa, permette di "rigenerarsi". Resta da capire cosa ne pensino i datori di lavoro, anche e soprattutto in America, dove l'orario medio lavorativo giornaliero è di 9 ore (con piccola pausa pranzo compresa, da consumarsi spesso nella cucina annessa al luogo di lavoro). Gli stessi che solo pochi giorni fa si lamentavano dei ritmi di lavoro nella Vecchia Europa e in particolare in Francia, ad Amiens dove ha sede la Goodyear, la nota produttrice di penumatici, ora in pessime acque economiche. Il Presidente della statunitense Titan International, colosso del settore chiamato in aiuto per rilevare la Goodyear, ha accusato - inorridito - i francesi di lavorare solo tre ore al giorno, dedicandone ben una al pranzo e tre alle chiacchere.

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