Brad Pitt nuovo volto di Chanel N°5

Dopo la Dedeuve, Lauren Hutton e la Kidman la maison francesce affida per la prima volta ad un uomo il compito di conquistare le donne - ECCO IL VIDEO

Brad Pitt nuovo volto della fragranza Chanel N°5

Alessia Sironi

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Poteva riuscirci solo Brad Pitt! Conquistare una delle donne più belle del mondo? No. Essere straordinariamente sexy ma bravo a  50 anni? No. Si tratta di un profumo. Anzi, del profumo per eccellenza.

Sì, perché per ribaltare gli schemi di decenni di pubblicità e marketing la Maison Chanel ha chiamato proprio lui. E così, per la prima volta nella storia delle fragranze un uomo diventa testimonial di una femminile: Chanel N°5. Balzata alle cronache negli Stati Uniti a metà degli anni ’50 dopo che Marilyn Monroe, rispondendo a una giornalista, ammette di indossare per dormire solo due gocce di Chanel N°5, in breve tempo è diventato il profumo più desiderato dalle donne e, di conseguenza, il più venduto.  Ancora oggi.

Pensate che durante la  Liberazione, a Parigi, si vedevano i soldati americani fare pazientemente la fila davanti alla boutique di rue Camion, allora semi sconosciuta Oltreoceano, per acquistare quel celebre flacone di profumo da regalare alla donna della loro vita. Insomma non un anello, bensì un profumo.

Prima di Brad Pitt sono state davvero molte le donne che hanno contribuito a rendere eterna l’immagine del N°5: come dimenticare l’eleganza eterea di Nicole Kidman o la raffinatezza di Audrey Tautou? Ma queste sono solo le testimonial delle campagne più vicine a noi.

Dal 1955 ad oggi si sono succedute straordinarie donne che hanno prestato volto (e corpo) per quel profumo che tutti ricordano con un numero, il preferito di mademoiselle Coco Chanel. E’ del ’57 la spumeggiante Susy Parker di Richard Avedon, così come anche la pubblicità che ritrae Lauren Hutton nel 1968.

E come dimenticare, nel 1971, Jean Shrimpton che vestita di chiffon rosa sbuca da un flacone di Chanel N°5: a ritrarla allora era stato Helmut Newton. Nel 1973 era Catherine Deneuve a prestare il suo fascino al profumo mentre nel 1993 il fotografo Patrick Demarchelier (che tutti ricordano perché citato dalla perfida Miranda ne Il diavolo veste Prada) ritrae una giovanissima Carole Bouquet.

Da sempre mademoiselle Chanel si è affidata a una comunicazione innovativa perché si accorge, fin da subito, che i profitti nascono da una buona campagna e naturalmente commissiona l’immagine del “suo” profumo a donne dall’allure indimenticabile. Nel 1969  a New York Avedon realizza addirittura il primo sceneggiato dedicato al N°5. Si tratta del film pubblicitario più costoso mai prodotto in assoluto. Si inaugura così una lunga serie di film spettacolari, in alcuni casi si parla di veri e propri colossal di pochi secondi, per creare l’evento attorno al N°5.  

Negli anni ‘80, è Ridley Scott che dà un tocco di estetismo sensuale alla regia; nel 1993, Bettina Rheims conferisce addirittura la parola a Carole Bouquet, sottolineando il carattere assertivo del profumo. E se, a metà degli anni ’90, Gérard Corbiau gioca sull’effetto sorpresa, facendo uscire un’intera orchestra dal mare, più recentemente, Luc Besson rivisita la favola di Cappuccetto Rosso. In attesa della diffusione dello spot (il 15 ottobre) cresce l'aspettativa con le poche immagini 'concesse' dal canale youtube di Chanel

Ora però si volta pagina e ci pensa uno degli uomini più affascinanti del mondo: forse per dimostrare che stiamo finalmente raggiungendo un equilibrio tra i sessi; o forse solo perché le donne possano, indossando un semplice profumo, pensare di conquistare un Brad Pitt qualunque e che la fragranza le avvolga come fossero le sua braccia…

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