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Due sorelle (Giovanna e Sara) e la Battaglia della moda

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Qualcuno le chiama "le nuove sorelle della moda", ammiccando forse alle altre e più note sorelle fashion italiane, Franca e Carla Sozzani, icone di stile, globetrotter di lusso e amiche degli stilisti più glamour. Sono Giovanna e Sara Battaglia, ex modella e stylist affermata ormai di casa a New York la prima, talentuosa stilista di borse con i piedi ben piantati a Milano l’altra. Tanto è spontanea Giovanna, che ridendo e fumando parla di tutto, compreso il fidanzato Vladimir Roitfeld, figlio dell’ex direttrice di Vogue Paris Carine Roitfeld, a cui è legata da quattro anni e con cui convive a New York, tanto è riservata Sara, che ammette di avere un problema di timidezza che la fa apparire algida e snob quando invece, assicura, non lo è affatto. Molto diverse, insomma, ma legatissime.

Chi delle due dà più consigli all’altra?

Giovanna: Io sono più grande, la sprono a uscire, le do pareri anche non richiesti. Ma anch’io dipendo dal suo giudizio. Mia sorella è solida, non tradisce mai un segreto, è la spalla su cui mi appoggio per questioni importanti e non. L’altro giorno in un negozio ho chiesto di poter scattare una foto a un vestito che volevo comprare. La commessa mi ha detto che non era possibile e io le ho risposto: «Senza il parere di mia sorella io l’abito non lo compro».
Sara: Io sono una testa dura, non do consigli se non sono desiderati mentre mia sorella sì. L’iter delle nostre discussioni? Se lei mi dà un consiglio,
io all’inizio le dico che non mi interessa e alla fine, come per magia, mi trovo a fare ciò che mi suggeriva lei.

La dote migliore dell’altra?

G. La sua serenità di fondo. Nella moda mi piace il suo intuito incredibile, quasi diabolico, alla Suzy Menkes. Coglie sempre la chiave delle collezioni, con un occhio pop.
S. Mi dà il coraggio di osare prendendomi per mano.

Cosa sa di sua sorella che gli altri non capiscono subito?

G. È timida, ma è diva dentro. Per pubblicizzare le sue borse, non avendo un grosso budget a disposizione, ha posato interpretando varie personalità. Mi ha stupita.
S. La sua gavetta è stata dura. Ricordo un intero camion di vestiti da ritirare e poi, dopo il servizio fotografico, da rimandare indietro con tutte le bolle di accompagnamento da compilare, ed eravamo solo noi due. Poi Giovanna è amata dalle donne. La sua prima sostenitrice fu Charlotte Stockdale, fashion director del mensile inglese i-D: Giovanna le chiese se poteva farle da assistente e Charlotte le disse: «Non fare l’assistente, tu puoi diventare stylist».

C’è stata una «sliding door»?

G. Per me conoscere Anna Dello Russo. Mi disse: «Se vuoi ti prendo, ma sto andando a Vogue Uomo». «Con te lavorerei anche a Vogue cane» le ho risposto.
S. Avere una madre e una sorella così forti. Non so se avrei mai avuto il coraggio di fare la stilista senza il loro sostegno.

La critica più fastidiosa?

S. Quando dicono che sono una socialite o che mi manda mia sorella. Ma, se le borse non funzionano, non si vendono.
G. Quella secondo cui fare la stylist a New York è facile: venite e vi renderete conto quant’è dura. Sono arrivata lì lasciando Vogue in Italia, praticamente da disoccupata. Piano piano mi sono ricostruita. Stefano Tonchi di W è stato il mio nuovo inizio.

Forse è stato anche più facile avere già un fidanzato lì.

G. Non sono andata lì per Vladimir (Roitfeld, ndr), anche se è stato lui a farmi riflettere e a dirmi: o vieni adesso o dopo, per la tua carriera, sarà tardi.

Com’è stato comunicare a Carine Roitfeld, guru della moda, che si era fidanzata con suo figlio?

G. Conoscevo Carine già da tempo. Quando ci siamo incontrate ero in imbarazzo e lei simpaticamente ha rotto il ghiaccio dicendo: «Sono contenta che sia tu, almeno ti conosco già».

Vi assomigliate, lei e Carine?

G. No, caratterialmente siamo diverse, ma ci accomuna una incredibile passione per la moda. Lei è molto solida, ma ha anche una visione artistica del mondo. Io sono più pratica e digitalizzata, figlia del mio tempo.

Perché siete più legate ad alcuni stilisti?

G. Alcuni legami sono iniziati in tempi non sospetti, con Domenico e Stefano (Dolce e Gabbana, ndr) ci siamo conosciuti nei locali 15 anni fa. Ballare è una passione che ci unisce ancora adesso.
S. Le amicizie nascono anche dalla stessa sensibilità. Alessandro Dell’Acqua è un amico, ma anche un maestro.

Sara, sua sorella è sempre così sicura come appare?

S. Abbastanza. È brava a mediare, se affronta una discussione ne deve valere la pena. Ricordo un’incomprensione con Naomi Campbell in vacanza a Stromboli, a casa di Dolce e Gabbana. Lei sembrava offesa con mia sorella e Giovanna decise di parlargliene: fu la cosa giusta. E Naomi, che non è proprio una persona facile, la scelse per un lavoro. Se ha conquistato lei dopo una falsa partenza, ce la potrà fare con chiunque.

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