Donne, attente allo spectatoring

Mentre aumenta l'emancipazione femminile, le donne sono sempre più colpite dalla classica ansia da prestazione maschile sotto le lenzuola -  8 marzo: tutti gli appuntamenti; le foto storiche - Protagoniste - Cosa le spaventa di più - Donne e mimose

Sempre più donne soffrono di spectatoring, ovvero l'ansia da prestazione. Credits: Getty Images.

Eleonora Lorusso

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Donne sempre più emancipate, pronte a sostituire l'uomo nei ruoli più difficili, insoliti e nuovi, donne che vantano il diritto di poter essere genitori single e donne sempre più "cacciatrici", decise a scegliere le loro prede maschili, per nulla disposte a sottostare ai "vecchi" riti del corteggiamento maschile. Le donne cambiano con il mutare della società, ma iniziano a comparire anche i primi sintomi di un capovolgimento, o semplicemente di un avvicendamento, di ruoli, come lo spectatoring. Si tratta dell'ansia da prestazione, che finora un tempo colpiva esclusivamente gli uomini, ma che ormai si fa largo anche tra il gentil sesso.

"Colpa" della parità tra i sessi, che ha emancipato sempre più le donne, non senza però qualche inconveniente. Secondo i dati della Federazione italiana di sessuologia scientifica , infatti, sempre più donne temono di non essere all'altezza delle aspettative sotto le lenzuola, insomma di "fare cilecca". Certo gli effetti sono differenti, non fosse altro che per questioni fisiologiche. I sintomi di questo problema, per quanto riguarda la sfera "rosa", sono di natura più psicologica: si va dal disagio che si può provare durante i rapporti sessuali, fino alla frustrazione e all'insoddisfazione, che si traduce in mancanza di orgasmo.

A soffrirne sarebbe un numero sempre maggiore di donne, che non risce a vivere la propria sessualità in modo spontaneo e sereno, ma continua a "guardarsi dall'esterno" (da qui la definizione di spectatoring), come fosse un giudice pronto a dare voti o a fare commenti. Questo porta le donne ad essere "bloccate" durante i loro amplessi, a sentirsi sempre sotto esame. Causata anche dallo stress della società e del lavoro, questa situazione rischia però di generare ancora più ansia, paura di non essere all'altezza e insicurezza. Un problema che secondo il dottor Philip M. Sarrel, professore emerito di ostetricia, ginecologia e psichiatria presso la Yale University School od Medicine (Usa), colpirebbe fino all'80% delle donne in menopausa, ma con un aumento notevole anche tra le più giovani.

E se un contributo notevole viene anche dal continuo atto di mostrarsi (vedasi la mania di fotografarsi e condividere i propri scatti sui social network), anche il continuo confronto con modelli offerti dalla tv, dalle pubblicità e in generale dal mondo dello spettacolo non aiuta. Le donne, pronte a cimentarsi nell'ambito lavorativo senza esclusione di colpi, lo accuserebbero invece - il colpo - proprio nella sfera dell'intimità e della femminilità.

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