Società

Dall'Alaska fino in Argentina con la Vespa, il sogno di Nicolò per raccontare luoghi e storie sconosciute

Consulente manageriale di 28 anni vuole attraversare tutto il continente americano come fece lo scrittore Giorgio Bettinelli

Nicolò Tosi

Viaggiare in Vespa per visitare gli angoli più sperduti del mondo. "E' la mia follia" dice Nicolò Tosi, consulente manageriale di 28 anni, quando spiega il suo progetto che vuole realizzare nella primavera del 2013. L'impresa è dura: Nicolò vuole partire da New York, raggiungere l'Alaska e poi andare giù, tagliando tutto il continente americano fino ad arrivare alla punta estrema dell'Argentina, nella Terra del Fuoco. Tutto con la sua Vespa, una 300 touring che tratta come se fosse una Ferrari. E non perché è rossa fiammante.

La sua passione nasce nel 2008 ("un amore folgorante"), poi la decisione di comprare il simbolo della Piaggio: da giugno scorso ha fatto ben 15mila km, quasi 4 mila al mese. E sul suo curriculum vanta già un'impresa. Quest'estate è partito da casa sua a Fiorenzuola, vicino Piacenza, ed è andato a trovare mamma e papà che vivono e lavorano in Norvegia.

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"Ho sempre amato viaggiare, ho vissuto in Egitto, al Cairo, perché i miei erano lì prima che scoppiasse la rivoluzione - racconta Nicolò - Poi ho vissuto in altri Paesi come gli Stati Uniti. Ho studiato e lavorato a Boston". Il suo amore per la Vespa è nato dai libri: "Da quelli di Giorgio Bettinelli che ha viaggiato in tutto il mondo con la sua Vespa: è stato in Cina, Africa, Asia. Ha suscitato in me la passione per la due ruote e aumentato la mia voglia di conoscere luoghi e persone". In particolare un viaggio ha affascinato Nicolò: "Bettinelli è partito dall'Alaska fino ad arrivare in Argentina ed è quello che farò io". Nicolò vuole tentare l'impresa che non è certo paragonabile a quella ottenuta per andare a trovare i genitori."Vengo aiutato da molti per organizzare il viaggio, sono nella rete del Vespa club - racconta - Qualcuno mi ha sconsigliato di fare tutta quella strada con una Vespa perché il rischio di un guasto è alto". Non si tira indietro quindi "anche perché presto vorrò farmi famiglia e non avrò più tempo e modo di fare quello che desidero. Penso che andare in Vespa sia un po' come la vita, non sai mai che 'guasti' ti accadranno, ma bisogna comunque ripararli, andare avanti".

Tramite il couchsurfing girerà 23 Paesi: "E' un network di conoscenze, tante persone che ti offrono la loro ospitalità, facendoti dormire, appunto, su un divano, oppure in una vera e propria stanza con un letto. Poi tu restituirai il favore". Un sistema di solidarietà tra viaggiatori che fa comodo per chi vuole sentire i profumi dei posti che si visita ed entrare in contatto con persone e storie: "E' proprio questo che mi importa: raccontare storie. Ho la passione per il giornalismo e tra pochi giorni aprirò un blog con cui condividerò con tutti la mia passione".

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"Questo viaggio sarà una buona vetrina per le aziende italiane. Mi farebbe comodo uno sponsor" ammette poi Nicolò che ha previsto un budget di circa 10 mila euro per realizzare il suo sogno. E intanto mentre pianifica il tragitto nei dettagli, ripercorre con il pensiero il viaggio di agosto. Nella sua pagina Facebook "Vespbook" ha tante foto-ricordo: "Non mi aspettavo tanta accoglienza in Danimarca e anche in Germania. Il tedesco medio è simile a quello italiano. Sono stato ospite di una coppia che vive a Singen, vicino al lago di Costanza, che poi ho ospitato quando è venuta in Italia. Con loro sono stato benissimo. Di quel viaggio mi è rimasta impressa la visita a Buchenwald, il campo di concentramento nazista. L'orrore di quella tragedia lì è ancora viva. Mi ha fatto pensare che dopo i tedeschi lo hanno usato anche i comunisti per rinchiudere i prigionieri di guerra".

Il viaggio verso la Norvegia è stato raccontato da lui stesso sulle pagine dei giornali locali. I suoi 15 minuti di fama li ha avuti, ma non gli bastano: "Ora cerco visibilità per invogliare le aziende a puntare sul mio progetto. Voglio partire nella prossima primavera e sto già cercando i fondi. Sarò il primo ad attaversare il continente americano con una Vespa moderna. Negli ultimi anni si è sviluppato uno snobbismo nei confronti dei nuovi modelli che non capisco. D'altra parte il marchio vive ormai grazie a questi ed è giusto puntarci. Io ho una Vespa comoda per i lunghi viaggi che mi garantisce affidabilità e non sarebbe possibile con i modelli storici. La Vespa - aggiunge Nicolò - è un marchio apprezzato in tutto il mondo per la sua storia ma vive grazie a quello che produce. Anzi, noi italiani dovremmo valorizzarlo di più". Come fa Nicolò, sempre in sella, seguendo il sogno della "Transamericana".

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