Cucina: il vapore va... A tutto vapore

di Annalisa Testa

La cottura a vapore si trasforma. Le star indiscusse del settore, gli chef orientali, ora hanno concorrenti illustri nelle cucine europee. Anzitutto in Francia, dove già da qualche anno i parigini si sono messi in coda per entrare da A toutes vapeurs, affollatissimo ristò a 500 metri da place de la Concorde, premiato con la Palma d’oro della ristorazione. America e Australia hanno ormai i propri collaudati indirizzi e l'Italia ha appena scoperto che questo modo di cucinare non è sinonimo di dieta in bianco. Certo, dissala i cibi, scioglie i grassi e dimezza le calorie. Ma esalta i sapori e consente di preparare piatti gourmand.

L'ha dimostrato Pietro Leeman, antesignano (con stella Michelin) della moda a vapore nel suo ristorante Joia. Ma ora è il momento della formula del pranzo «fast and light». Soprattutto a Milano, dove Vanni Bombonato, Filippo Cadeo e lo chef Marc Farellacci hanno aperto That’s Vapore. Un successo, tanto che a un anno di distanza hanno inaugurato il secondo corner in città (Thatsvapore.com). Da provare: filetti di salmone con dressing all’arancia, code di gambero con cavolo cinese e bocconcini di manzo.

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