Società

Come è cambiato il Calendario Pirelli dopo #MeToo

Nessun nudo, ma le storie di quattro donne che lottano per realizzare i propri sogni

Il backstage del Calendario Pirelli 2019

Barbara Massaro

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Quattro donne, quattro storie per quattro situazioni differenti che raccontano, con la stessa potenza evocativa dell'immagine, la tenacia, il coraggio e il desiderio di raggiungere i propri sogni.

Effetto #MeToo

Il primo Calendario Pirelli dopo la nascita del movimento MeToo non poteva che sposare le cause della lotta femminile contro le molestie sul posto di lavoro liberandosi dalle catene del nudo estetico per entrare nell'anima stessa dei femminili ritratti. 

 

La macchina fotografica dell'edizione del 2019 è quella del fotografo scozzese Albert Watson, un artista che non ha mai sposato un canone formale per lasciarsi suggestionare dall'arte del racconto modificando l'impatto degli scatti a seconda del ritmo emotivo del contesto. 

In soli 4 giorni lavoranda tra Miami e New York lo scorso aprile Watson ha ricreato quattro distinti ambienti per narrare altrettante storie.

Un Calendario che racconta le storie delle donne

Le donne (due modelle, un'attrice e una ballerina) protagoniste di The Cal sono la ballerina Misty Copeland, la modella e attrice Laetitia Casta, l’attrice Julia Garner e la modella Gigi Hadid.

La prima storia immortalata dall'obiettivo di Watson è quella di Misty, una ballerina che si esibisce in uno strip-club. Balla per mantenersi e ha un fidanzato (Calvin Royal III). Abitano in una piccola casa art deco e insieme condividono il sogno di diventare un giorno due étoile.

Il secondo set è quello che vede protagonista Laetitia che è una pittrice che sogna un futuro da grande artista. Vive in un eccentrico loft insieme al fidanzato ballerino (Sergei Polunin).

La terza situazione è quella che racconta la storia di Julia, una fotografa che lavora in un giardino botanico e fotografa piante rare e sogna di diventare un’affermata fotografa.

Infine a New York Gigi è una donna ricca e di successo, possiede tutto ma sente di non essere completa. E’ al sicuro solo nel suo rifugio, la sua casa, dove riceve il conforto del suo migliore amico e confidente (lo stilista Alexander Wang).

Donne che sognano per far sognare

Albert Watson, intervistato da Corriere della Sera, a proposito del suo lavoro ha dichiarato: "Quattro donne. Quattro donne che pensano. Che sognano. Che riflettono sulle loro vite. Mi interessava quello, non mi interessava una sequenza di dodici foto di ragazze nude in spiaggia anche se c’è ancora spazio per il nudo, fatto bene, fatto con rispetto delle donne".

The Cal, dunque, non è più il sogno proibito del maschio voyerista, ma si è trasformato in uno strumento di comunicazione di idee e concetti, un luogo dove l'arte sposa la bellezza e racconta le sfaccettate sfumature dell'universo femminile.



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