Cinque oggetti di enorme valore andati distrutti

Dalla sedia di Napoleone alla tela di Picasso, ecco cinque casi di danni irreparabili (o quasi) da cinque zeri

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– Credits: Thinkstock

Silvia Malnati

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A volte ci si illude che il valore incredibile di certi oggetti sia quasi in grado di renderli indistruttibili. In realtà sappiamo bene che non è così: anche quadri da migliaia di euro, auto da milionari ed edifici storici si espongono al rischio di essere vittime di azioni irreparabili. Questi cinque esempi ne sono una buona dimostrazione.

Il Picasso sfasciato
Il più prestigioso tra i dipinti della galleria del milionario Steve Wynn era un Picasso intitolato “Le Rêve”, una tela su cui il pittore aveva ritratto la sua amante ventiduenne, Marie Therese-Walter. Nel 2006, il tycoon decise di vendere l’opera. Wynn la stava mostrando a due amiche quando gesticolando con un po’ troppa enfasi (anche a causa di alcuni problemi di visione periferica) sfondò con un colpo di gomito il quadro, causando 90mila dollari di danni

Un affresco “rivisitato”
Nel 2012, l’ottantenne Cecilia Gimenez, notando le macchie di umido che avevano rovinato l’affresco Ecce Omo della chiesa di Borja (Spagna), ha pensato bene di occuparsi di un personale restauro. Dopo l’intervento abusivo della vecchina, il Cristo dipinto 122 anni prima da Elias Garcia Martinez assomigliava più ad un primate che ad un essere umano. La cosa più buffa è che oggi la reinterpretazione della Gimenez è diventata una vera attrazione turistica.

La sedia di Napoleone distrutta
Lo si vede nei film, ma quello che è successo all’inizio di quest’anno è pura realtà. Un’impiegata di un Museo di Belle Arti francese è caduta in tentazione: cedendo al desiderio di sedersi sulla famosa sedia di Napoleone Bonaparte, è bastato che appoggiasse il suo fondoschiena sull’oggetto per lacerare la parte in cuoio dell’antica seggiola, e perfino la struttura portante in legno.

Un incidente da 4 milioni di dollari
L’incidente avvenuto nel dicembre del 2001 in Giappone è costato oltre 4 milioni di dollari. Il motivo di questo costo esorbitante? Il fatto che i veicoli coinvolti (e distrutti) fossero sette Ferrari, una Lamborghini e qualche Mercedes, tutte macchine in libera uscita dopo aver preso parte ad un’esposizione di auto da collezione.

L’abbazia bombardata per sbaglio
Il 15 febbraio 1944 le forze americane, convinte che il monastero benedettino di Monte Cassino, fondato nel 529 dallo stesso Benedetto di Norcia, fungesse da rifugio per le truppe tedesche, lo bombardarono. Purtroppo recentemente è emerso che le 1400 tonnellate di ordigni che distrussero l’edificio furono lanciate per errore.

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