Società

Chi ha paura dell'ortoressia?

Mangiare sano non basta. Bisogna farlo senza diventarne ossessionati. Altrimenti ci si ammala di ortoressia: la "nuova" malattia che fa tendenza

Vegetariano è meglio

Marco Cubeddu

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“Emergenza sanitaria”
La formula sarà anche corriva, ma è certamente efficace.
Oltre che interscambiabile.
Chi ci sarà seduto al banco degli imputati questa volta?
I carnivori?
I fumatori?
I sedentari?
Rullo di tamburi: gli ortoressici.

Chi è ortoressico alzi la mano

Pensavate che mangiare sano vi avrebbe messo al riparo da ogni malanno?

Siete di quelli che consumano solo l’olio spremuto a freddo, lo zucchero integrale, la frutta caduta naturalmente dagli alberi (possibilmente bacata e costosissima) e pensano che formaggi e carne rossa siano la peggior piaga che abbia mai afflitto l’umanità (al cui confronto peste bubbonica e campi di concentramento sono solo bazzecole)?
Siete di quelli che devono essere sani a ogni costo?
Bene, siete malati.
Poveri voi, secondo la scienza, soffrite di ortoressia.

Chi, dove, come

Secondo i dati del Ministero della Salute, gli ortoressici in Italia sono circa mezzo milione (mica una cifretta da ridere, ben un sesto dei 3 milioni che soffrirebbero di disturbi alimentari nel nostro paese).
Ma chi sono, di preciso, gli ortoressici?

Ho trovato questa definizione: "Gli individui ortoressici sono tipicamente preoccupati dalla qualità del cibo che consumano, trascorrono molto tempo nel cercare di individuarne la provenienza, la modalità in cui è stato processato e confezionato. La fissazione sulla qualità è sostenuta dal desiderio di aumentare la propria salute fisica e il benessere".

Una volta si sarebbe detto che sono dei rompiballe, ma per fortuna abbiamo fatto passi in avanti con la ricerca.

È importante sapere che siamo tutti a rischio. Ma naturalmente c’è chi sta peggio, come i torinesi (pare che ben 180 mila di loro presentino i tratti “tipici” dell’ortoressia, chi peggio ancora (ovviamente Milano, entro i cui confini addirittura il 33% degli abitanti sarebbero “potenziali ortoressici”) e chi è praticamente spacciato (gli universitari studenti di Scienze motorie, considerati nientepopodimeno che “popolazione a rischio”).

Sulle differenze di genere, naturalmente fondamentali anche in questo ambito, nessun dubbio, si legge in rete che "alcuni studi segnalano una prevalenza di donne, mentre altri sostengono che ad essere maggiormente colpiti siano gli uomini".

Ma potrebbero esserci presto evoluzioni in tal senso.

Pare che le femministe stiano cercando di accaparrarsi quote rosa di ortoressia, ma staremo a vedere perché fonti vicine ai movimenti fanno trapelare che gay, lesbiche, trans, hipster, yuccie e new normal non vogliono essere tagliati fuori e raggiungeranno presto percentuali maggiori di ortoressici.

Ortoressia portami via

Anoressia, bulimia, bigoressia sono acqua passata (anche se i revival non mancano mai, presto torneranno in chiave vintage).

Come sappiamo, ormai, c’è un disturbo per tutto, una fobia per tutto, ogni ossessione e ogni mania contemporanea (ci sono riusciti col sesso, che voglio dire, ma ché, dàvero? Sex addiction!? Una malattia grave?!?) diventa patologia, qualcosa che si deve comprendere, inquadrare, giustificare, discutere, psicologizzare.

Guai a pensare che, con due manrovesci in più da piccoli, con un paio di “come t’ho fatto ti disfo” in più da parte dei nostri genitori, tante di queste paturnie che prima non c’erano scomparirebbero in un lampo.
L’ortoressia è una cosa seria, molto seria.

La scienza, ad esempio, è lapidaria. Gli effetti dell'ortoressia possono essere devastanti: “Un ortoressico può finire socialmente isolato da tutti, perché le sue manie non gli consentono di adattarsi ad una vita sociale”.

Cioè, dovrebbe sopportare di essere mandato a quel paese perché insopportabile.

Non è nostro dovere solo informare, ma anche fare qualcosa per cambiare le cose.
Permettetemi quindi un appello:
Pensavate che fossero dei semplici rompiballe?
Non è così, sono malati, e vanno aiutati.
Non emarginateli, invitateli a cena.
Insieme possiamo sconfiggere questa brutta malattia.
Così potremo trovarne subito un’altra che ci faccia sentire più cool.

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