Società

Come cambia il mercato del cibo per cani e gatti

Il "pet food" cresce a dismisura fino ad arrivare a proposte (la pizza) assurde

cane cibo

Daniela Mattalia

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Se, come la sottoscritta, frequentate con assiduità parchi e aree cani, vi sarà capitato di ascoltare dialoghi dell’assurdo («guarda che se lo fai mangiare prima di te poi si crede il capobranco e ti sottomette»), dilemmi laceranti («ma se la carne gliela faccio appena scottata anziché ben cotta, è uguale?) e arruffati dibattiti («ma cosa credi, che il glutine non faccia male anche a loro?»).

Nell’universo parallelo di chi vive con un animale, la scelta del cibo riveste uno spazio spesso spropositato, sempre abbastanza confuso. Ognuno fa come gli va, secondo credenze, abitudini, ideine fisse, manie nutrizionali, passaparola di logica incerta. Sugli scaffali per pets compaiono cibi sconcertanti: pizza, birra, gelato e tavolette di cioccolato, identici nella confezione ai prodotti per umani, ma concepiti per palati canini. In reparti più sobri, è peraltro un trionfo di crocchette junior, adult, senior, metabolic, obesity, renal, gastrointestinal, urinary, mobility, neutered (sta per cani o gatti sterilizzati), allergy management. Ci fermiamo qui, consapevoli che l’elenco non è completo.

Un po’ perplessi, chiediamo lumi a Guido Poncini, medico veterinario di Purina Italia. Pizza e birra per cani, e pure i dolci e il gelato, ecco, no. «Non vanno incontro a nessuna necessità fisiologica degli animali, piuttosto soddisfano la tendenza dei proprietari a umanizzarne anche i menu».

Quanto alla sterminata varietà di lattine e crocchette divise per taglia, razza, età, stato di salute, un inno alla ridondanza, ha una sua ragione d’essere. «Ogni cane o gatto ha le sue esigenze nutrizionali in base alla razza, agli anni, alla vita che fa. Per un animale a pelo lungo, la scelta si orienterà verso alimenti che supportano il suo trofismo cutaneo». Detto come lo diremmo noi, la lattina generica del supermercato non va disprezzata, e Fido o Micio vivranno bene uguale. Ma ha più senso una scatoletta creata apposta per le lunghe frange del border collie o per il pelo raso del dalmata. Oltre a essere felici (i cani lo sono quasi sempre), saranno anche più lucidi e in salute.

«Stesso discorso vale, a maggior ragione, per gli animali con specifiche patologie, insufficienze renali o epatiche, problemi alle articolazioni» continua Poncini. «La nutrizione dietetica apporta le sostanze utili e aiuta l’animale in difficoltà».

Vogliamo parlare di obesità? In Italia, circa il 50 per cento dei cani e gatti è in sovrappeso. Una rotondità che rispecchia le nostre abitudini sedentarie e la nostra malavoglia per la dieta. I cani ci guardano con quell’aria «non tocco cibo da settimane», e resistere è difficile. Finché sono giovani compensano, poi i danni si accumulano. «Neppure i gatti ne sono risparmiati» precisa Poncini. «Il gatto è un predatore, splicucca giorno e notte, si aggira fra letto-poltrona-ciotola, e ingrassa. La regola è: dosare il cibo e farli muovere».

Cani e gatti ciccioni, oppure bersaglio delle benintenzionate, amorevoli e deleterie manie dei proprietari. I padroni sono vegani? Pensiero stupendo: che sia vegana anche la bestiola. Hanno letto che l’antenato del cane, il lupo, si nutriva di carne cruda? Anziché cucinargli o servirgli crocchette, gli lanciano brandelli al sangue in omaggio alla sua atavica origine. Sono convinti che il glutine sia infido e molesto? Cercano con pervicacia scatolette gluten-free. Pregustiamo la stroncatura del veterinario. «L’approccio vegano? Il gatto è un carnivoro stretto e necessita di adeguate quote proteiche. Il cane dovrà avere una dieta perfettamente bilanciata con gli aminoacidi mancanti per non avere carenze nutrizionali, diventa complicato».

Via libera alla carne, allora. Ma dare quella cruda, quasi sempre muscolo, non è un’idea vincente: contiene al 90 per cento acqua, proteine e qualche vitamina del gruppo B. E niente grassi. Mentre cani e gatti hanno bisogno di tutti i nutrienti. E poi potrebbe contenere batteri pericolosi. Infine, la dieta senza glutine, così amata da tanti umani. Ma è raro che il glutine dia problemi ai cani, che in genere lo digeriscono tranquillamente. L’ultimo dubbio: e se Fido mangia cibo felino, gli farà male? «Contiene più proteine e ai cani piace molto. Per una volta non succede niente, alla lunga può dare problemi a fegato e reni» spiega Poncini. E se un gatto mangia quello per cani? «Potrebbe avere carenze o eccessi potenzialmente dannosi. Però, guardi, è raro. Dovrebbe essere davvero molto affamato».
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