Anche il buddismo ha la sua "Suor Cristina"
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Anche il buddismo ha la sua "Suor Cristina"
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Anche il buddismo ha la sua "Suor Cristina"

Si tratta di una monaca buddista che, come la vincitrice di The Voice, unisce alla religione il canto

"Il Signore mi ha dato un dono e sinceramente starmene chiusa in casa in un angolo non gli avrebbe reso giustizia. Ecco, volevo dimostrare anche che Dio non mi ha tolto nulla nella mia vita, anzi ha aggiunto tante cose". Erano state queste le prime parole pronunciate da Suor Cristina Scuccia all'indomani della vittoria dell'ultima edizione di The Voice e la suora, a proposito di un eventuale tour mondiale, aveva detto: "L'evangelizzazione non pone confini territoriali".

Suor Cristina in salsa buddista


Suor Cristina, però, non è l'unica religiosa ad aver unito musica e spiritualità e ad aver trovato nel canto un mezzo per parlare di e con Dio. Nel lontano Nepal vive, infatti, Ani Choying Drolma, monaca buddista e affermatissima cantante di musica sacra. La religiosa ha 43 anni e ha già inciso qualcosa tipo 16 album collaborando con artisti di successo (ad esempio con il compositore AR Rahman, vincitore di un Oscar per la colonna sonora del film The Millionaire) e mettendo via una piccola fortuna che le serve a finanziare iniziative benefiche.

Musica a fin di bene

La sua musica sacra è un business mondiale e la monaca partecipa a festival e kermesse nei quattro angoli del pianeta. "Non ho mai voluto essere famosa - ha dichiarato la donna -  ma grazie alla mia carriera posso impegnarmi in attività sociali che sono la mia vera causa".

Negli anni Ani Choying Drolma è riuscita ad aprire una scuola a Kathmandu e un ospedale che cura le patologie epatiche. Scoperta a 13 anni da un compositore americano nel tempio nel quale era stata abbandonata non ha mai smesso di cantare definendo la musica una "componente essenziale della mia dimensione spirituale ed è un veicolo che mi ha aiutato a raggiungere quello che volevo".

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