Bellezza. Coccole anticrisi

Profumi che diventano beni rifugio, come i lingotti d’oro. Cosmetici sempre vendutissimi. E i trattamenti di bellezza delle spa dei grandi hotel che tengono, come una valuta forte in mezzo alla crisi finanziaria, arrivando addirittura a crescere nel segmento di mercato maschile

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Micol De Pas

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Gli italiani taglieranno anche la spesa sul cibo (lo diceva pochi giorni fa un’indagine della Coldiretti), ma certo non lesinano sui prodotti per coccolarsi e farsi belli. In tempi di crisi nera, quello dei prodotti per il "cocooning" si dimostra un settore sorprendentemente anticiclico. E se è vero che anche dopo il crollo del 1929 i rossetti continuavano a stravendere, anche in questo fosco inizio di 2013 gli "strong buyer" dell’edonismo si confermano loro: le donne.

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Chanel N°5 è il nuovo bene rifugio. Il suo mercato non subisce flessioni, mentre prezzo, fragranza e fascino restano stabili. Roba che nemmeno i lingotti d’oro sono più in grado di garantire. Certo, il settore del lusso, in cui si inserisce la boccetta di profumo più famosa al mondo, si dimostra insensibile alla crisi, ma quello della cosmetica lo segue a ruota. I dati del centro studi Unipro parlano di una chiusura in attivo nel 2012 e la previsione di un 2013 in lieve rialzo.

"Le flessioni ci sono state" riconosce Gian Andrea Positano, direttore del centro studi Unipro, "con un calo nella grande distribuzione (super e ipermercati), mentre i nuovi punti vendita tematici hanno grande successo. Il motivo è nella crisi: il consumatore è più informato e cerca la qualità in prodotti a prezzi contenuti". Infatti anche il web vanta i suoi successi. Su eBay, per esempio, la categoria bellezza e salute è la nona per numero di oggetti venduti con un acquisto ogni 18,3 secondi e un aumento, rispetto al 2011, del 33 per cento.

Per Groupon, il settore è al secondo posto nelle categorie di consumo, con un venduto, nel 2012, di circa 950 mila coupon tra cura del corpo e benessere. I trattamenti nelle spa e alle terme continuano a suscitare interesse, anche al maschile, mentre il settore del fitness è in calo. Le iscrizioni alle palestre hanno subito un meno 44 per cento, ma è in crescita lo sport fai da te, tanto che eBay registra un aumento delle vendite di attrezzi e abbigliamento sportivo pari al 12 per cento.

"Si sa che pure nelle crisi economiche non si rinuncia alla cura di sé: persino nel 1929 si continuavano a vendere rossetti" commenta Luisa Leonini, sociologa dei consumi all’Università di Milano. "Ci vogliono sempre ambiti di gratificazione personale. E in queste situazioni si cerca di inventare modelli alternativi. Come comprare online per risparmiare, tagliare la palestra per andare a correre con un amico, oppure acquistare un pacchetto scontato per un soggiorno alle terme. Si ridimensiona la spesa ma non ci si rinuncia" conclude Leonini.

Chi spende di più? Nella cosmetica le donne, che da circa 10 anni rappresentano il 70 per cento dei consumatori, mentre le spa hanno visto un interesse in rapida crescita da parte degli uomini. "Nel 2006 erano il 3 per cento della clientela, oggi il 30" precisa il portavoce della spa La Clinique, a cui fa eco Annarita Di Giacomo, spa manager di Terme di Saturnia, che registra il più 40 per cento. La differenza tra i due sessi è anche nelle aspettative: i maschi puntano ai risultati, trasformandosi spesso in fedeli consumatori, ma sono meno curiosi di sperimentare nuove tecniche. Dalla spa Harbour Club la conferma: gli uomini preferiscono i massaggi. Anche se non disdegnano trattamenti soft al viso.

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